Nuovo singolo per Lortex: «Una canzone può aiutare a metabolizzare il dolore di una separazione»

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Lortex

Lortex è il nome d’arte di Lorenzo Mirabella, cantautore torinese di 21 anni che, a dispetto della giovane età, si è già tolto soddisfazioni importanti come quella di affiancare GionnyScandal in alcuni suoi concerti ed esibirsi all’Alcatraz di Milano. Ad oggi il suo account Spotify conta più di 260 mila ascoltatori mensili e con il singolo Insieme ha totalizzato più di 8 milioni di ascolti. Recentemente ha pubblicato una nuova canzone, intitolata Ti avrei dato il mondo. Abbiamo così colto l’occasione per rivolgere qualche domanda a Lortex.

Nel tuo nuovo singolo una fotografia diventa l’espediente per raccontare di un amore finito. Una canzone può servire, a chi la scrive e a chi l’ascolta, per esorcizzare il dolore di una separazione?
Sicuramente può aiutare a metabolizzare. Dimenticare e liberarsi di tutto quello che ti lascia una separazione è complicato, c’è bisogno di tempo. Scrivere “Ti avrei dato il mondo” mi ha liberato dalla rabbia che provavo quei giorni, ma per dimenticare chi hai amato, o almeno provare a farlo, serve tempo.

La fotografia ritorna anche nel video della canzone. Ci racconti come è nata l’idea?
Tenevo una nostra fotografia nella cover del mio telefonino. Finita la storia, ho subito preso quella foto, ero pronto a buttarla via. La verità è che non ci sono riuscito all’inizio. Liberarmi di quella foto per me sarebbe stato accettare la fine di tutto. Inconsciamente averla con me era un po’ come avere ancora un appiglio che mi tenesse ancora legato a lei, nonostante fosse già finita. “In tasca ho una tua foto, dovrei buttarla via, ma ne ho ancora bisogno”.

Perché hai scelto come nome d’arte Lortex?
Il nome Lortex in realtà non ha un significato preciso, nasce un po’ per caso, tra i banchi di scuola, alle medie. Iniziai a scrivere questo nome su qualsiasi cosa mi capitasse davanti. Nasce dalla radice del mio nome, Lorenzo. A me e ai miei amici piaceva, iniziarono tutti a chiamarmi così, suonava bene e me lo sono tenuto.

Nonostante la tua giovane età, ha già collezionato esperienze importanti. Ad esempio, che ricordo hai della collaborazione con GionnyScandal?
Avevo 15 anni, e Gionny già dal primo singolo ha creduto nel mio progetto. Mi ha dato la possibilità di fare “scuola”. Averlo accompagnato per alcune date del suo tour sul palco mi ha fatto capire come interagire col pubblico, come gestire il palco, e mille altre cose. Mi è servito, mi ha fatto crescere, e indubbiamente mi ha dato una spinta iniziale, grazie a lui ho iniziato a far girare il mio nome, mi ha dato un’occasione importante. Abbiamo anche avuto la possibilità di fare un brano insieme che ha superato un milione di visualizzazioni, sicuramente ho dei bei ricordi.

Un paio di anni fa ti sei tolto anche la soddisfazione di esibirti sul palco dell’Alcatraz. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?
È stata l’esperienza più bella che abbia mai vissuto fino ad ora. Riguardo quel video più volte e continua ad emozionarmi sempre di più. Vivo per quei momenti, e spero ce ne siano tanti altri in futuro. Io, le mie canzoni, la mia e le voci di migliaia di persone insieme creano qualcosa di speciale, di unico. Serata indimenticabile.

Oggi il successo di una canzone viene valutato sulla base di streaming e visualizzazioni. Sono importanti per te i numeri?
Dietro i numeri ci sono persone che hanno ascoltato la canzone in questo caso, quindi sì, sono importanti. Una canzone che ha numeri non necessariamente però è una bella canzone. Conosco mille canzoni bellissime che hanno numeri bassissimi. Ogni artista vuole far arrivare la propria musica a più persone possibili quindi quando si raggiungono numeri alti ovviamente sai di aver raggiunto un pubblico vasto, e questo non può che fare piacere.

Se ti dico “Torino”, tu cosa mi rispondi?
Vita.

Cosa arriverà dopo Ti avrei dato il mondo?
Arriveranno tante canzoni. Non voglio più fermarmi, la costanza è fondamentale. Ho già pronta la prossima.

Riesci a immaginarti di nuovo sul palco dopo questo lunghissimo periodo di quarantena?
Sinceramente non vedo l’ora. Come detto prima, i concerti sono la parte che preferisco, quello che ti lasciano le persone dal vivo non è paragonabile a nient’altro. Se chiudo gli occhi e mi immagino tra 1, 10, 30 anni, riesco a vedermi solo su un palco a cantare le mie canzoni, e spero sarà così.

Per il nuovo video cliccate qui: Ti avrei dato il mondo

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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