Karpakoi racconta il suo album d’esordio “Motel Quarantena”

0
Karpakoi

Karpakoi è lo pseudonimo di Mario Nardi, musicista sardo con un trascorso musicale in UK, che grazie alla quarantena forzata di questi ultimi mesi si è aperto alla scrittura in italiano, dando vita a Motel Quarantena, un album completamente scritto, arrangiato e registrato all’interno delle proprie quattro mura. Si tratta dell’album di esordio di Karpakoi e di un progetto assolutamente particolare per le circostanze uniche in cui è stato creato. Del resto una pandemia non capita tutti i giorni.

Il titolo dell’album da l’idea di quale sia il fil rouge concettuale che unisce le 12 tracce dell’opera prima di Karpakoi. Testi onirici con plurimi rimandi al momento storico e irripetibile che stiamo vivendo, che fanno da corredo a sonorità tra folk, psichedelica anni ‘60 e desert rock. Il rock che fuoriesce dalle casse una volta premuto play non è una trasposizione di sonorità anglofone riadattate, ma un’unione originale e fruttuosa fra musica e testo, che prosegue la tradizione dell’indie-rock italiano portato in auge da band come Verdena, Subsonica o Marlene Kuntz. Sonorità che credevamo sopite fra l’indie-pop e la trap di questi anni, ma che invece hanno ancora tantissimo da dare. Abbiamo intervistato Mario Nardi per farci raccontare più nel dettaglio chi è Karpakoi e come è nato Motel Quarantena.

Chi è Karpakoi?
Vivo nella provincia di Cagliari (Santadi, ndr.) e sono musicista anche se per mantenermi faccio altro. Principalmente sono un chitarrista cantautore ma anche un polistrumentista a cui piace arrangiare i pezzi. Una sorta di “Powerhouse”. Ho passato 10 anni in Inghilterra iniziando come solista. Tornato poi in Sardegna, in seguito a una stagione a Carloforte ho deciso di prendere un po’ in mano la situazione e prima della pandemia ho fatto due serate con il nome di Karpakoi (Il nome deriva proprio da un tatuaggio di una Carpa fatto durante il periodo a Carloforte, ndr.). L’idea era di un progetto da performance con elementi psichedelici, dei visual ad hoc. Invece durante la quarantena si è concretizzato un album in italiano. È stato un momento particolare, una specie di click. Mi sono detto: basta far finta di essere inglesi, usando una lingua con cui a volte si maschera quello che si vuole dire. In italiano il messaggio arriva più diretto, più pulito e sono molto contento di aver fatto questa transizione.

Con il tuo album Motel Quarantena firmi il tuo esordio in pieno isolamento da Covid-19. Pregi e difetti di questa “congiunzione astrale” per la tua musica?

Motel Quarantena è stato scritto, arrangiato e registrato a casa durante il periodo del lock down. Il titolo l’ho scelto insieme alla mia compagna che è stata una costante durante questo periodo ed è fra l’altro anche la voce femminile in Invariabilmente Sereni. I pro sono sicuramente la libertà e il non avere impegni, uscendo di casa solo per procacciare alcol, cibo e sigarette. Una situazione secondo me perfetta artisticamente. Poi la libertà di non dover rendere conto delle scelte artistiche in fase di produzione e scrittura. Il concept è stato quello di scrivere un album in totale libertà. Lo svantaggio è la registrazione con strumentazioni non professionali. Ma questo fa comunque parte del concept di un album Lo-Fi. Del mastering se ne è occupato Giuseppe Aledda, mio carissimo amico, confrontandoci finché non abbiamo raggiunto il suono migliore possibile. Abbiamo deciso di mantenere un sentore dell’ambiente di registrazione, proprio per sostanziare l’idea di un album creato interamente in quarantena.
A essere onesti, i contro hanno avuto un peso minimo rispetto ai pro. Era da tantissimo tempo che covavo questo concept e mi sono ritrovato fra le mani “l’autostrada” per farlo. Se Motel Quarantena è uscito in questo modo e con queste tempistiche è anche grazie all’ambiente sereno in cui ho lavorato e al supporto della mia compagna con cui sono in perfetta sintonia.

Nella descrizione del tuo album leggiamo che è la tua “prima esperienza con l’italiano”. Raccontaci di più.
Non avevo mai scritto una canzone in italiano poi suonata in pubblico. Sono partito per l’Inghilterra con la mia chitarra a 19 anni. Mi sono fatto le ossa nelle serate a Portobello Road e al The Castle e chiaramente scrivevo in inglese. Quest’anno sono successe mille cose. Mi sento più rilassato, meno ossessionato dalla musica e dall’idea di dover per forza diventare qualcuno.
L’obiettivo principale di Motel Quarantena è stato quello di mantenere una salute mentale durante il lock down e di divertirmi nel farlo. Trovavo difficile scrivere in italiano, ma ho iniziato a spingermi oltre tornando all’entusiasmo del me sedicenne che scriveva le prime canzoni. Tutto è partito da Burraska, un pezzo registrato 3 anni fa che riascoltandolo ha dato il via a tutto il processo creativo.

Che futuro immagini per la musica in un mondo post-quarantena?
Secondo me la musica non si trovava comunque in un bellissimo posto. La musica di nicchia, di cui credo di far parte, suonata nei locali con un pubblico di 40 persone, stava già morendo perché la gente non era più interessata ai live. Le rock band non vanno più di moda ultimamente. In questo momento c’è la trap, il rap italiano che sta andando benissimo e sono molto contento perché fra loro ci sono degli artisti validi.
Per quanto riguarda i live, in generale ci sarà qualche tentativo di fare qualcosa in modo distanziato. Anche se il live è per definizione un momento di aggregazione. La voglia di suonare è tanta ma la questione è un’altra: quanto costerà andare ai concerti? Il cachet dei musicisti grossi è molto alto e diventerà credo un modo elitario di fruire la musica. Se seguiamo tutti le regole come fatto finora potremmo invece tornare alla normalità magari il prossimo inverno, a ballare e saltare tutti sudati bevendo birra come abbiamo sempre fatto. Per quanto mi riguarda, non vedo l’ora di portare in giro Motel quarantena. Non saremo più di due sul palco, magari un bassista e un chitarrista, accompagnati dagli effetti giusti. Non sarà una band completa perché mancherà la batteria, anche solo per i costi importanti legati alla logistica. Bisogna pensare in piccolo per il momento. Adesso sto lavorando alla promozione del disco, che sta andando molto bene.

Il disco è ascoltabile in streaming su Bandcamp (cliccate qui) ed è possibile supportare l’artista acquistando la versione digitale dell’album per 5€.

Motel Quarantena – Tracklist

1. Burraska
2. Martin Scortese

3. Disfatte
4. Tempesta
5.Olivia ( Il compleanno del mio cane )
6. Conversazioni Demenziali
7. Biscotti e Marmellata
8. Icaro Psichedelico
9. Variabilmente Sereni
10. Odissea (tra cucina e camera da letto)
11.Teschio
12. La Fine Di Tutto

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome