#IoRestoACasa e vedo Il gatto a nove code

Secondo film di Dario Argento della trilogia degli animali

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Il gatto a nove code

Restiamo a casa a vedere i classici di RaiPlay. Il link del film:

https://www.raiplay.it/video/2018/05/Il-gatto-a-nove-code-37981f2d-251d-42b8-a76b-e3df98df96e4.html

Il giornalista Carlo Giordani (James Franciscus) e l’enigmista non vedente Franco Arnó (Karl Malden) sono coinvolti nelle indagini sulla morte del dott. Calabresi (Carlo Alighero) spinto sotto un treno alla stazione. Ben presto i due si rendono conto che l’omicidio ha a che fare con l’istituto di genetica nel quale lavorava lo studioso. Diversi sospettati entrano in scena come il prof. Terzi (Tino Carraro), il direttore della struttura scientifica, sua figlia Anna (Catherine Spaak), il prof. Braun (Horst Frank), un collega tedesco omosessuale e diversi altri individui. Anche la polizia fa la sua parte con il commissario Spimi (Pier Paolo Capponi) a capo dell’inchiesta, mentre il misterioso assassino continua a seminare vittime tramite il gatto a nove code, uno strumento di tortura utilizzato per flagellarsi. Si scoprirà così che il movente dei crimini va ricercato nel DNA alterato dell’omicida. Dopo L’uccello dalle piume di cristallo nel 1971, Dario Argento firma il secondo capitolo della trilogia degli animali che si concluderà con Quattro mosche di velluto grigio. Anche questa volta i produttori della pellicola (come è accaduto per la sua prima prova cinematografica) poco convinti del risultato raggiunto alla fine delle riprese, dovranno ricredersi perché il film sfonderà al botteghino confermando il regista romano come uno degli autori più interessanti del thriller molto ammirato anche all’estero. Indimenticabili alcune sequenze come l’omicidio del dott.Calabresi alla stazione e quella dei due protagonisti costretti a entrare in una cappella mortuaria di un cimitero per trovare all’interno della bara di una delle vittime l’indizio determinante a identificare l’assassino. L’enigmista cieco interpretato da Karl Malden entra nella galleria dei personaggi non vedenti più celebri della storia del cinema come l’indifesa Audrey Hepburn di Gli occhi della notte di Terence Young (1967) alle prese con una banda di delinquenti; lo scrittore americano Van Johnson a Londra di 23 passi dal delitto (1956) di Henry Hathaway, che ha sentito in un pub due uomini progettare il rapimento di una bambina; Mia Farrow nei panni di Sarah, una ragazza sfuggita per caso al massacro della sua famiglia inseguita dagli assassini e il reduce dal Vietnam Rutger Hauer abilissimo nell’uso delle armi bianche. Nel film notiamo curiosamente che il giornale per il quale lavora il protagonista è Paese sera, lo stesso dove Dario Argento ha lavorato come critico cinematografico prima di diventare sceneggiatore e regista. In quanto all’attore statunitense James Franciscus, dopo la sua trasferta italiana tornerà a Hollywood per vestire i panni di protagonista nel 1971-1972 della serie TV Longstreet, un investigatore di assicurazioni cieco accompagnato dal suo cane pastore tedesco  Pax.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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