Max Gazzè: sì ai live con mille spettatori. Aiutiamo la filiera musicale

0
Max Gazzè

Vi avevamo anticipato, qualche giorno fa, l’intento di alcuni promoter indipendenti di pianificare ugualmente dei live per gli artisti che rappresentano, garantendo il rispetto delle direttive del Governo, che prevedono il limite di mille spettatori per gli spettacoli in luoghi aperti e 200 per quelli al chiuso.

L’intento era chiaro, ossia dare una mano ai lavoratori dello spettacolo, sulle cui spalle il rinvio dei tanti concerti annunciati da Assomusica pesa in maniera esponenziale.

Chiaramente la progettazione di tali concerti, programmabili tra luglio e settembre (come da nostro annuncio), prevede anche una riduzione del cachet degli artisti impegnati nella ripartenza.

Il primo artista ad annunciare l’intenzione di prendere parte alla programmazione dei live con un massimo di mille spettatori è Max Gazzè. Il cantante, appoggiando l’iniziativa del suo promoter Francesco Barbaro (OTRlive), ferma la registrazione del nuovo album, rinuncia ai grandi compensi, e dà una mano a chi in questo momento è fermo, quindi musicisti, tecnici, e tutte le maestranze del settore.

Dal momento che gli incassi dei biglietti per i tour annullati o venduti non sono mai arrivati, neanche in minima percentuale, nelle tasche dei lavoratori dello spettacolo, è sicuramente questo uno dei  modi per dare una concreta mano alla filiera.

Max Gazzè: «Ero un musicista pieno di sogni nel cassetto quando nel 1994 ho conosciuto quel folle visionario di Francesco Barbaro e da allora OTRlive è diventata la mia seconda casa e la mia famiglia.
In quasi 30 anni insieme abbiamo condiviso mille esperienze e idee.
Oggi voglio che la sua battaglia per non fermare la musica diventi anche la mia.
Ho deciso di rimandare di un paio di mesi la registrazione del nuovo disco, di rinunciare ai cachet standard dei grandi live per ridare la dignità del lavoro a chi è fermo.
“Scendo in palco” per 1000 posti a sedere insieme a coloro che da anni mi accompagnano e senza i quali non esisterebbero i concerti, dai musicisti allo staff che lavora dietro le quinte.
Ripartiamo dopo i minuscoli locali degli inizi, i club, i teatri, l’Arena di Verona, le Terme di Caracalla e i grandi festival, ripartiamo per far sì che questo piccolo spazio diventi una cosa grande per tutti. Non dimentichiamoci di quello che una musica può fare».

Anticipazione del sito sui live 2020 entro i mille spettatori:

Concerti dal vivo: c’è chi prova a ripartire

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome