“L’era del cigno bianco”, i Salento All Stars raccontano in musica prima, durante e post Covid-19

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Salento All Stars

Si intitola L’era del cigno bianco il nuovo singolo del Salento All Stars, il collettivo fondato nel 2014 da Davide Qba Apollonio, già fondatore degli Après La Classe e dei Granma, nonché autore di Salentu, lu sule, lu mare, lu jentu, considerato fra i brani più rappresentativi del Salento. Ci siamo fatti raccontare da Davide Qba Apollonio la genesi di questa nuova canzone.

Puoi raccontarci come è nata L’era del cigno bianco?
La canzone nasce d’istinto proprio nei giorni della fase 1 di questa quarantena. È un brano non pensato, non ragionato ma scritto di pancia, immediato, dove ci abbiamo messo dentro tutte le ansie, le emozioni e le speranze di un periodo della vita di tutti noi che resterà scolpito nella memoria. “L’era del cigno bianco” è una specie di album fotografico dove all’interno rimbalzano le istantanee di tre mondi: il prima, il durante ed il post Covid-19. Il Cigno bianco rappresenta il mondo di prima e quello che ci aspettiamo sia dopo, magari migliore. Mentre ora siamo in piena era del cigno nero, l’evento inatteso ed imprevedibile che ha completamente sconvolto il nostro modo di vivere e di pensare.

Come avete fatto, in piena quarantena, ad incidere la canzone?
La nostra routine è la band, la dimensione dello studio di registrazione dove insieme si forgia una canzone. Per questo brano non era possibile lavorare così per ovvie ragioni di distanziamento sociale. Abbiamo quindi massimizzato i mezzi a nostra disposizione. Ognuno di noi Salento All Stars è dotato della strumentazione necessaria per incidere, così abbiamo tessuto una fitta rete di scambio digitale che ci ha permesso di ragionare sulle emozioni e sul suono che volevamo infondere nella canzone. In pochi giorni ognuno da casa sua ha registrato ciò che più era giusto per la canzone con la Cabina del Granma, il nostro studio di registrazione a fare da hub, raccogliendo e mettendo insieme tutto come in un enorme puzzle di suoni e parole.

Salento All Stars

Molti pensano che da questa epidemia usciremo migliori. Altri non sono d’accordo. Francesco Guccini, ad esempio, ha detto che dopo il Coronavirus non saremo migliori e che la storia non insegna mai niente. Qual è la tua idea?
Credo che questo dipenda dalla sensibilità di ognuno di noi. Probabilmente tante persone ne usciranno migliori, perché apprezzeranno di più il senso della vita, il valore delle piccole cose. Altre, e spero non la maggioranza, ne usciranno incattivite. Ne è dimostrazione l’odio dilagante sui social.

Chi sono i Salento All Stars?
Sono un collettivo, un insieme di tanti musicisti che convergono da differenti realtà musicali salentine e che senza dimenticare le proprie radici culturali, provano a raccontare ciò che il Salento è oggi. Nei Salento All Stars fino ad ora hanno collaborato oltre 50 musicisti e nello specifico de “L’era del cigno bianco” hanno partecipato Alfredo Quaranta dei Granma alla voce, Luca Mazzotta del progetto Helfir alle chitarre acustiche, i fratelli Marco e Ylenia Giaffreda dei Mistura Louca ai cori, chitarre elettriche e violino, Peppe Levanto alle tastiere e basso. Mentre io ho registrato qualche chitarra ed ho coordinato il lavoro dalla Cabina del Granma.

In questo periodo avete lavorato anche ad altre due canzoni, scelte da Mauro Russo per la colonna sonora del film Cobra non è. Come è nata questa collaborazione e siete soddisfatti del risultato ottenuto?
Più che una collaborazione è una grande amicizia quella che ci lega a Mauro Russo. Lui è il miglior videomaker che ci sia in Italia, è salentino come noi e con qualcuno di noi si conosce dall’adolescenza. Perciò è stato naturale che per la realizzazione del suo primo lungometraggio ci chiedesse una mano. E noi siamo stati felici ed onorati di realizzare appositamente due brani, “Nice day” e “Rolin”, proprio sulle sue immagini, per infondere nel suo film quell’atmosfera che lui cercava. È stato emozionante aspettare l’uscita per scovare i punti con le nostre musiche. Le due canzoni sono davvero particolari, ci piacciono molto e faranno anche parte del secondo full album dei SAS.

Salento All Stars

Tu sei uno degli artisti più rappresentativi del Salento, una terra che negli ultimi anni ha sfornato tantissimi musicisti. Secondo te perché, cosa c’è di tanto particolare in questo angolo d’Italia?
Il nostro amico Zulù dei 99 Posse col quale abbiamo realizzato “Logorato” direbbe che nel Salento c’è la cazzimma, ovvero quella voglia di fare, quella astuzia e quella determinazione di chi sa di vivere in un posto bellissimo ma lontano da tutto. E per questo motivo deve moltiplicare gli sforzi per arrivare ad un risultato. Ma questo spesso paga.

Cosa c’è nel futuro dei Salento All Stars e di Davide Qba Apollonio?
C’è la volontà di scrivere canzoni, di unire artisticamente le nuove generazioni a quelle meno giovani in modo che entrambe si arricchiscano portando avanti l’identità culturale salentina, che è fatta di musica arcaica, di contaminazione e di innovazione.

Quanta voglia hai di salire di nuovo su un palco?
Tantissima, ma bisogna aspettare. Lo faremo quando uno spettacolo live non sarà più una possibile causa di contagio. Quando le persone saranno di nuovo felici di stare insieme appiccicate, stropicciate sotto un palco a cantare insieme a noi. Aspetteremo il ritorno del cigno bianco.

L’era del cigno bianco:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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