#IoRestoACasa e vedo Fumo di Londra

Un italiano medio alle prese con il mondo anglosassone

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Fumo di Londra

Restiamo a casa a vedere i classici di RaiPlay. Il link del film:

https://www.raiplay.it/video/2018/06/Fumo-di-Londra-60957bb6-7a55-4d4a-9f9b-1f0044a409ed.html

“E non vi fate conoscere da tutti per quelli che siamo” sbotta Dante Fontana (Alberto Sordi), un antiquario di Perugia, mentre sta posando per una foto con una famiglia di turisti siciliani davanti al Tamigi a Londra, mentre il bambino della comitiva tenta di fargli le corna prima dello scatto.  Arrivato a Londra per una importante asta, Dante entusiasta della vita anglosassone, travestito da vero londinese con bombetta, pipa e ombrello, si mischia agli impiegati della City di ritorno a casa dopo il lavoro, assiste felice al cambio della guardia a Buckingham Palace e tenta di mangiare senza riuscirci in un ristorante classico britannico preferendo però i nostri spaghetti in un locale italiano. Invitato da una anziana nobildonna nel suo castello in campagna, partecipa anche alla caccia alla volpe per finire poi coinvolto nelle scorribande di un gruppo di giovani inglesi protestatari con lunghi capelli, chitarre elettriche e libertà sessuale. Trascinato in uno scontro tra bande rivali, il nostro Fontana verrà accompagnato dalla polizia alla scaletta dell’aereo destinazione Perugia. Il suo sogno di una evasione in stile british è finito. Esordio alla regia di Alberto Sordi del 1966, Fumo di Londra, scritto insieme a Sergio Amidei, ottiene un grandissimo successo di pubblico così come le musiche di Piero Piccioni e la canzone Breve amoreYou Never Told me composta da Sordi, Piccioni e Robert Mellin. L’Albertone nazionale dopo Il diavolo di Gian Luigi Polidoro, 1959, torna ad interpretare l’italiano che si concede una vacanza all’estero per sfuggire alla noia della vita familiare in una commedia non eccelsa, ma divertente anche se danneggiata dai dialoghi degli attori inglesi che parlano un improbabile italiano (all’epoca era sconsigliabile utilizzare anche per poche scene i sottotitoli). Alberto Sordi nella galleria di suoi memorabili personaggi si calerà nei panni dell’italiano oltre confine in I magliari (1959) di Francesco Rosi, dove è un truffatore romano in Germania; un benzinaio della provincia di Viterbo  in Un italiano in America (sua seconda regia del 1967), che si reca negli Usa per incontrare il padre Vittorio De Sica in uno show televisivo newyorkese; un editore romano in Angola sulle tracce del cognato  in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente in Africa? di Ettore Scola, 1968; un povero operaio delle ferrovie in Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata di Luigi Zampa, 1971. E infine un autista di Roma recatosi negli Stati Uniti per la laurea del figlio in Un tassinaro a New York, 1987, (la regia è ancora di Sordi) protetto dalla polizia dovendo testimoniare in un processo per un delitto mafioso.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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