Clint Eastwood: il regista giusto nel posto giusto

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Clint Eastwood

Oggi Clint Eastwood compie 90 anni. Nato a San Francisco il 31 maggio 1930, prima come attore (il suo esordio risale al 1955) e poi anche come regista (primo film dietro la macchina da presa nel 1971), Eastwood è da 65 anni un protagonista di primo piano della settima arte. Abbiamo allora chiesto al nostro amico ed esperto di cinema Massimo Santimone (programmer del Riviera International Film Festival) di raccontarci la grandezza di questa leggenda vivente, relativamente ai film firmati come regista.

CLINT EASTWOOD: IL REGISTA GIUSTO NEL POSTO GIUSTO

Nei film di Clint Eastwood le pistole sparano, a volte sono scariche e molto spesso le dita puntate sostituiscono le armi.  Nei film di Clint Eastwood l’America è bella, a volte malata e molto spesso è fasulla. Il suo cinema è questo e anche molto altro. Le sue storie raccontano di uomini solitari, di emarginati, di deboli, di famiglie spezzate, ma anche di riscatto e di resurrezione. Molti sono stati film d’azione. Ma altri no. Ha fatto film romantici, commedie e storie, soprattutto negli ultimi anni, permeate sulla tragedia.

Clint Eastwood segue l’istinto del momento per realizzare il suo lavoro e qualunque sia il suo genere cammina sicuro e parla il meno possibile. Nei primi anni di carriera, lavorando come attore nei film di Sergio Leone e Don Siegel, ha scoperto il suo amore per la regia e la voglia di raccontare storie personali. Dopo le iniziali “guerre” con le logiche produttive dei grandi “studios”, che continuavano a rifiutare i suoi lavori con dei “non funzionerà” e “non incasserà un centesimo”, decide di fondare, insieme a Irving Leonard, la Malpaso (tradotto è Passo Falso) Productions. Con questa operazione riesce non solo a realizzare i suoi progetti, ma anche a dare spazio ad altri registi e soprattutto a sceneggiatori che risultavano poco quotati.

Il suo primo film da regista, del 1971, è Brivido nella notte. Un thriller con una decisa impronta femminista che vede un protagonista, lo stesso Eastwood, superficiale e meschino nei confronti del genere femminile, che si ritrova a passare una notte di sesso con la donna “sbagliata”. Il più conosciuto Attrazione Fatale di Adrian Lyne deve molto o tutto a questa sua opera prima. Con il suo secondo film, Lo straniero senza nome, ispirato indubbiamente al cinema della vendetta di Sergio Leone, comincia ad affrontare due dei temi fondamentali che porterà avanti per tutta la sua carriera: la superficialità delle istituzioni, che abbiamo per esempio in Fino a prova contraria e in Changeling, e la resa dei conti, come ne Gli spietati e Gran Torino.

Nei suoi primi anni nello “star system” è stato più volte additato come esageratamente patriottico o addirittura fascista, soprattutto per il personaggio, sempre comunque lontano dalle istituzioni, dell’Ispettore Callaghan, ma nel 1980 realizza Bronco Billy, storia di un circo formato da un gruppo di reietti capitanati dallo stesso Eastwood. Con questa commedia si celebra la fine del sogno americano e la consapevolezza di aver perso la poetica del vecchio “west”. Nel metaforico finale infatti il vecchio tendone del circo, composto da tante bandiere americane, viene ricucito gratuitamente da alcuni ospiti di un manicomio.

Queste tematiche, non sempre appoggiate da altri produttori, porteranno a budget limitati, che rimarranno comunque una caratteristica nella sua carriera di regista. I film di Eastwood non sono quasi mai costosi e, probabilmente proprio per questo motivo, le scene girate sono quasi sempre “buone alla prima”. Meryl Streep, attrice scelta dallo stesso Eastwood per interpretare la protagonista ne I ponti di Madison County, ha sempre dichiarato di essere rimasta colpita dalle velocità con cui girava ogni singola scena, così come Scatman Crothers, reduce dai cento e più “ciak” fatti in quasi ogni scena del film Shining di Stanley Kubrick, rimase entusiasta della sua esperienza in Bronco Billy.

Probabilmente il fatto stesso di essere un attore ha facilitato sia il suo lavoro di regista che la chimica con i suoi colleghi. Proprio con Meryl Streep ne I ponti di Madison County è arrivato a uno dei duetti più intensi della sua carriera e anche se molti rimasero stupiti dal genere romantico, ritenuto anomalo dai suoi fan, ha in realtà toccato temi a lui cari come l’ottusità delle regole sociali, presenti anche in J. Edgard, l’ipocrisia e soprattutto la “forza” interiore delle donne. Tutte le protagonisti dei suoi film sono infatti più coraggiose (L’uomo nel mirino, Coraggio fatti ammazzare, Gran Torino), più risolute (Million Dollar Baby, Changeling) e a volte più spietate (Potere assoluto, Mystic River) dei loro co-protagonisti maschili, e anche quando sono personaggi apparentemente di secondo piano riescono a dare la spinta per la svolta decisiva del protagonista e della storia (Gunny, Space Cowboys, Il cavaliere pallido).

Grazie alla regia di Eastwood, e sicuramente al lavoro di alcuni sceneggiatori, molti attori e attrici hanno dato delle interpretazioni rimaste nella storia. Hilary Swank è sicuramente una di queste. Nel capolavoro Million Dollar Baby riesce a toccare il cuore degli spettatori facendoci entrare nella sua ostinazione per diventare un pugile professionista e nella sua disperata ricerca di una figura paterna, che trova proprio nello scorbutico allenatore interpretato da Eastwood. La tragedia che arriva come un macigno a un certo punto del film è resa indimenticabile proprio dall’interpretazione dei suoi protagonisti, compreso un grande Morgan Freeman, vero e proprio narratore della storia.

Eccezionali sono anche le interpretazioni di tutto il cast del film forse più complesso della sua filmografia, Mystic River. Sean Penn, Tim Robbins, Kevin Bacon e le due straordinarie Marcia Gay Harden e Laura Linney ci portano nell’abisso in cui è impossibile vedere il confine tra il bene e il male. Questo filo invisibile che lega “la luce” e “l’oscurità” è anche l’argomento principale de Gli spietati.

I protagonisti di tutti i western diretti da Eastwood, e in particolare Il texano dagli occhi di ghiaccio e Lo straniero senza nome, sembrano usciti da una tragedia shakespeariana, ma quelli de Gli spietati vanno oltre. Il buio risiede nell’anima di ognuno di loro e non esistono eroi, solo assassini in grado di uccidere donne e bambini. Gli spietati è probabilmente il film che segna la fine definitiva della gloriosa epopea western che ha sempre caratterizzato il cinema americano. Una visione cinica dell’America, così com’è cinico il personaggio più bastardo del film interpretato da un perfetto Gene Hackman.

Al privilegio di scegliere le storie che gli piacciono e che in breve tempo riesce a realizzare – Eastwood è uno degli autori più prolifici di sempre – si unisce la possibilità di scegliere ogni singolo elemento del cast, ritrovandosi molto spesso a collaborare con gli stessi amici/attori: Morgan Freeman (Gli spietati, Million Dollar Baby, Invictus), Gene Hackman (Potere assoluto, Gli spietati), Laura Linney (Potere assoluto, Mystic River), Marcia Gay Harden (Space Cowboys, Mystic River), Matt Damon (Hereafter, Invictus), Bradley Cooper (American Sniper, The Mule).

Clint Eastwood e Sondra Locke

Capitolo a parte è quello della sua ex compagna Sondra Locke, rimasta al suo fianco per 14 anni. Si innamorarono sul set de Il texano dagli occhi di ghiaccio e interpretarono poi insieme altri cinque film. La loro storia si interruppe nel 1989, ne segui una lunga diatriba legale e una autobiografia della Locke dal titolo Il Buono, Il Cattivo e il molto Brutto. Eastwood non hai mai negato le problematiche sentimentali con le sue compagne e nei suoi film ha sempre confessato, anche se indirettamente, il “mea culpa”.

La vera dichiarazione d’amore che invece ha sempre mostrato in quasi tutte le sue opere è quella nei confronti della musica. La sua grande passione per il jazz è indubbiamente già percepita nel primo film, Brivido nella notte, in cui gira alcune scene al Monterey Jazz Festival, e dichiarata nel bellissimo Bird, ricostruzione frammentata della vita del sassofonista Charlie Parker. Eastwood ha diretto anche sé stesso in Honkytonk Man, addentrandosi nella storia di un cantante country nell’America della grande depressione, un antieroe alcolizzato che cerca di sopravvivere grazie alla musica in un paese senza più speranze. Bellissimo, e forse sottovalutato, è Jersey Boys del 2014, basato sulla vita di Frankie Vallie e del suo gruppo The Four Season. Una passione, quella per la musica, che lo porta anche a incidere, come autore e cantate, diversi brani e alcune colonne sonore come per esempio quelle di Mystic River, Changeling e Gran Torino. Alla fine tutto il lavoro nei film di Eastwood ha una musicalità che vibra insieme alle immagini, al montaggio e alla recitazione, e dà ancora più forza agli argomenti scomodi trattati nei suoi film, come la presa di posizione sull’eutanasia, la contrarietà alla pena di morte, lo strapotere della politica e della polizia.

I suoi conclamati capolavori (Million Dollar Baby, Gli spietati, Gran Torino), i suoi “gioielli” dimenticati (Fino a prova contraria, Cacciatore bianco cuore nero, Mezzanotte nel giardino del bene e del male), i suoi ultimi eroi scomodi (Sully, Richard Jewell) e forse  anche i suoi film meno riusciti (Firefox, Ore 15:17 attacco al treno) sono opere insostituibili che hanno fatto guadagnare a Clint Eastwood il meritato appellativo di Leggenda.

Clint Eastwood, 90 anni in 9 film (cliccando sui titoli potete vedere il trailer o una scena del film):

Million Dollar Baby

Gran Torino

Gli spietati

Mystic River

I ponti di Madison County

Changeling

Potere assoluto

Lettere da Iwo Jima

Il cavaliere pallido

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