La “Vita d’artista” di More, singolo d’esordio all’insegna della disillusione

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More

Capita, ogni tanto, di imbattersi in progetti che sembrano uscire da qualsiasi schema. È il caso, ad esempio, di More, che da poco ha pubblicato Vita d’artista, il suo primo singolo. Chi è More? Non si sa, nessuna nota biografica. E l’anonimato, sembra di capire, è destinato a durare almeno per un po’. La canzone sembra richiamare la scena rock alternativa italiana (la produzione è di Duilio Scalici de I Giocattoli), anche se lui preferisce definire la sua musica “noir pop”. Abbiamo intervistato More, incuriositi, per farci raccontare il progetto che lo vede protagonista.

In Vita d’artista, il tuo primo singolo, il sentimento dominante sembra la disillusione. È una sensazione corretta?
Sì, la disillusione è senz’altro uno dei sentimenti o, forse meglio, degli stati d’animo, di cui è fatta questa canzone. Mi sento disilluso da una vita e nonostante tutto continuo a percorrere le stesse strade che mi hanno portato a sentirmi così. Non so perché lo faccio, mi viene naturale, forse mi è necessario per avere qualcosa da dire.

Perché definisci la tua musica “noir pop”?
Perché è sia oscura che melodica, sintesi di una formazione musicale che spazia dallo stoner rock al rhythm & blues. E poi il suono della parola noir è proprio bello, non trovi?

Hai deciso di non svelare la tua identità. Perché questa scelta e la reputi definitiva o magari un giorno scopriremo chi sei?
Non amo particolarmente la sovraesposizione e penso che per far musica sia sufficiente questa, sempre che sia la musica il motivo per cui si scrivono canzoni. Il mio lo è. Ma non escludo nulla, per ora va bene così. In futuro potrei cambiare idea.

Perché la scelta di chiamarti More, quale significato ha il tuo nome d’arte?
Potete dargli il significato che preferite. Il nome è nato con questo intento.

Su Spotify la tua canzone è abbinata all’immagine di un dipinto. Puoi dirci di quale quadro si tratta e perché lo hai scelto?
È Rembrandt. L’ho scelto per la sua ombrosità e la sua delicatezza. Direi anche per la sensibilità che riesce a evocare. E poi in questo dipinto c’è qualcosa di sospeso, un’inquietudine nascosta che non smette di farmi pensare.

Anche le tue prossime canzoni saranno abbinate a un quadro?
La prossima sicuramente. Per il resto non ho fatto altri programmi, è più divertente.

Quando ascolteremo il secondo capitolo del progetto More?
A settembre uscirà una nuova canzone, promesso. E sarà molto diversa da Vita d’artista, pur essendo un’altra sfaccettatura di noir pop.

Vita d’artista:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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