Slow Club celebra Enzo Jannacci, che oggi compirebbe 85 anni

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Enzo Jannacci

La nuova puntata di Slow Club è online. Questa volta è una puntata davvero speciale, interamente dedicata a Enzo Jannacci, che proprio oggi, 3 giugno, avrebbe compiuto 85 anni. Dura oltre mezz’ora e contiene soltanto materiale inedito, realizzato ad hoc da persone che lo conoscevano bene. Un tributo più che meritato per un personaggio poliedrico, geniale, eclettico. Una figura inquieta, vulcanica, a tratti forse impenetrabile, volutamente inafferrabile, con molteplici “identità artistiche”. Per dirla con Pessoa, “un baule pieno di gente”.

Condotta dal regista-attore Corrado Gambi, la puntata si apre con un video mai visto prima realizzato a casa Jannacci nel 1998 da Ranuccio Sodi. Vi compare un Enzo assolutamente autentico: rivolgendosi all’amico-regista, gli dice: «Se si capisce troppo quello che dico fammi un cenno, che vuol dire che sto uscendo dal personaggio». Questo straordinario documento è stato suddiviso in tre parti, che fanno da fil rouge al programma.

Subito dopo Paolo Jannacci propone una straordinaria interpretazione de L’artista, uno dei brani che – pur essendo uscito postumo – suo padre amava di più. A seguire, la versione originale e non censurata di Vengo anch’io? No tu no!, suonata da Franco Fabbri (voce e chitarra) e Mirko Puglisi (tastiere), resa ancora più preziosa da un video realizzato dal mago della sand art Mauro Masi.

Quindi c’è un intervento di Ranuccio Sodi, che offre un’ulteriore chiave di lettura per comprendere a pieno la poetica di Enzo. La puntata prosegue con un’intensa cover di Vincenzina e la fabbrica proposta da Paolo Barillari e con la rubrica Una rete di Bellezza, in cui Stefano Bonagura racconta diverse iniziative in Rete per onorare la memoria del grande cantautore milanese.

Si torna alla musica con Ricky Gianco che propone Una fetta di limone, un classico che risale al 1958, quando Jannacci formò con Giorgio Gaber uno stralunato duo chiamato I Due Corsari. Chiusura con un appassionante contributo parlato di Cochi Ponzoni, altro grande amico di Enzo Jannacci. Ma la battuta finale è riservata al protagonista, che si sporca mangiando un panino e commenta: «Mi sa che alla casa di riposo non mi tengono. Si incazzano subito». Semplicemente geniale!

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Prima di questo “speciale”, sono andate in Rete 11 puntate di Slow Club, che hanno ottenuto ottimi consensi. Ma cos’è Slow Club? È un programma prodotto per il web da Slow Music, «un esperimento» come spiegano gli ideatori, «che nasce dalla voglia di non lasciarsi sopraffare dall’inedia in questi giorni un po’ così e dal desiderio di credere, oggi più che mai, alla straordinaria forza consolatoria e salvifica dell’arte in tutte le sue declinazioni, dalla poesia, alla musica, alla recitazione».

Montato da Michaela Berlini, Slow Club è un programma dalla cadenza periodica, a cura di Stefano BonaguraCorrado GambiMassimo Poggini e Claudio Trotta, che dicono: «È realizzato grazie al contributo di amici musicisti, attori, scrittori, giornalisti e altre persone che gravitano all’interno e attorno a quel mondo fantastico chiamato “spettacolo”, un mondo troppe volte sottovalutato, in realtà capace – quando stimolato nel modo giusto – di regalare momenti di straordinaria Bellezza, nonché grandi emozioni».

Enzo Jannacci

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