Mariella Nava riflette sul periodo che stiamo vivendo e si rivolge al “Povero Dio”

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Mariella Nava

A tre anni dalla pubblicazione del suo ultimo album Epoca, Mariella Nava torna con Povero Dio, brano scritto in tempi non sospetti ma, considerate le circostanze, davvero premonitore.  

«Incredibile ma vero, non è nato per l’occasione», precisa subito la cantautrice pugliese, raggiunta telefonicamente nella sua casa romana. «Era nel cassetto da un po’ di tempo ed è solo un piccolo assaggio di un album molto ricco che, incrociando le dita, dovrebbe uscire il prossimo autunno. È una traccia che ha dovuto aspettare il momento giusto, per venire alla luce. Risultava quasi difficile trovare spazio per quella parola, tanto forte da essere ingombrante, che mette quasi soggezione. È scomoda. Ci mette a nudo. E quante volte è stata usata a sproposito, travisandone completamente il senso!».  

Una canzone che porta alla riflessione.
Già. Con il passare dei giorni, quando mi sono trovata rinchiusa tra le quattro mura di casa, senza poter condividere la mia quotidianità con amici e colleghi, ho pensato che anche altri, nelle mie stesse condizioni, avessero bisogno di fermarsi a riflettere su quanto importante debba essere avere una sinergia interiore. Ora che siamo tutti più fragili, ora che anche la scienza ha dovuto ricredersi sulla propria infallibilità, ho pensato che parlare di Dio avrebbe potuto essere giusto. 

Il lockdown in effetti ci ha reso tutti più insicuri. Stiamo quasi facendo fatica, a uscire di casa…
Certo. Siamo cambiati nei confronti delle nostre certezze, siamo più poveri e fragili, ma abbiamo modificato il ritmo della nostra vita e abbiamo scoperto che non è affatto male. 

A proposito di ritmo, mi ha colpito molto la struttura musicale del brano.
Infatti è particolare. C’è un momento silenzioso di pochi secondi, che arriva improvvisamente all’interno della canzone. Paradossalmente coincide con quello stop, totalmente imprevisto, che abbiamo vissuto noi e che ci fa riflettere su dove abbiamo smarrito questo Dio, cosi trasfigurato. 

C’è stato un momento nella vita in cui ha sentito fortemente, il bisogno della preghiera?
Non ho mai avuto problemi ad accedere a questo tipo di sentimento perché ci convivo da sempre, e non è la prima volta che riporto nella mia musica un’esigenza di forte interiorità. È cosi facile credere al demonio, agli alieni, ai complottisti, alla magia di Harry Potter, ed è così difficile trovare un Dio?. 

Ci può accennare qualcosa sul prossimo album?
Ci troverete tanta ricerca dal punto di vita musicale, tanta Mariella che descrive la vita e la società. Poi come sempre l’amore cantato a modo mio e una dedica particolare per il mio papà, che ho perso lo scorso anno. E altre sorprese che piano piano, vi porterò a scoprire. 

Lei ha all’attivo anche un altro progetto musicale, insieme a Rossana Casale e Grazia di Michele. Ripartirete in tour (appena si potrà)?
Assolutamente sì. I concerti stavano andando bene ma abbiamo in programma anche un progetto a sei mani, un album al quale stiamo lavorando e che verrà anticipato da un singolo, di imminente uscita. 

Come vi trovate, a lavorare in trio?
Molto bene. Per la prima volta tre donne, tre colleghe con una ricca storia alle spalle, si mettono a scrivere insieme. Rossana viene dal jazz, Grazia dal folk, io dal mondo più popolare e cantautorale. Ci divertiamo e riusciamo a sorridere anche dei piccoli screzi. Costruttivi, ovviamente. 

E caratterialmente parlando? 
Siamo decisamente assortite. Rossana è la manager, io la sognatrice e Grazia la mediatrice. Ci siamo sentite spesso nelle ultime settimane e ora scalpitiamo, dalla voglia di tornare insieme sul palco. 

Come ha trascorso il tempo, in questo periodo di “clausura forzata”?
Ho cucinato, dal momento che ai fornelli me la cavo davvero bene, ho letto parecchio, guardato film, annotato emozioni che diventeranno nuove tracce. Ho scritto brani per i miei colleghi. Non si sa ad oggi quando si potrà ripartire in tour, ma arriverà un prossimo Festival Sanremo ed è meglio farsi trovare pronti.

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