Cosa lega la città di Bari con Roma, Bob Dylan, Francesco Totti, il mestiere di avvocato, la corista di Prince e Bruce Springsteen? In apparenza nulla, in realtà tutto, ovvero la passione e le passioni, riunite e analizzate in un libro dall’evocativo titolo “Bari Calling”, scritto da Pierluigi De Palma e edito da Laterza. Non proprio un’autobiografia (sarebbe eccessivamente e inutilmente celebrativa) ma un resoconto dei primi cinquant’anni di vita di un avvocato (suo malgrado) di successo (sempre suo malgrado), che ha fatto della musica la sua fonte di ispirazione culturale prima e la sua professione poi. L’avvocato in questione è Pierluigi De Palma, Springsteeniano d.o.c. barese di nascita e romano di adozione, ex-critico musicale (per Ciao 2001 e per Il Mattino di Napoli), massimo esperto in Europa (e forse nel mondo) di Bob Dylan, marito felice della corista di Prince e tifoso della A.S. Roma (mio malgrado) e di Francesco Totti. Sì, vi starete chiedendo, ma che c’entra Bruce con Totti? C’entra, perché è proprio nel momento più triste per i tifosi giallorossi, ovvero nella partita di addio al calcio del Capitano, che De Palma aziona la sua macchina dei ricordi, accende il motore – pericolosissimo – dei bilanci esistenziali e ripercorre con la mente tutta la sua vita di cinquantenne felice, realizzato, soddisfatto della propria vita, ma inevitabilmente irrisolto, proprio come la sua Roma calcistica e come tutti i sognatori nati per correre come noi. La storia che parte da quella malinconicissima serata del 28 maggio 2017, è una riflessione che ci tocca tutti da vicino, il bilancio dei primi 50 anni di vita di un uomo (ma vale la stessa cosa per le donne) la cui vita è stata scandita dalla musica, dai testi e dai concerti di Bruce Springsteen e da quelli di Bob Dylan. Il racconto è in alcuni momenti esilarante, in altri commovente, la cifra stilistica e narrativa scelta da Pierluigi De Palma è quella ironica e auto-ironica in cui è facile riconoscersi se sei un Cazzone di Talento, o anche se quel talento non ce l’hai ma la cazzonaggine sì (vi rimando alle pagine del libro per la spiegazione semantica). Insomma, è un racconto nel quale scoprirsi o ri-trovarsi, un libro nelle cui pagine scorrono la nostra vita, le nostre passioni, le nostre lacrime. Il faro, la luce che ci guida tutti è sempre quella di Bruce sulle cui parole si apre il libro e si chiude in maniera magistrale con una citazione che De Palma, l’avvocato dal cuore rock come è stato definito su un quotidiano, ha fatto sua restituendocela come un mantra salvifico:
“Nella vita ci vogliono onestà, professionalità, gentilezza, compassione, coerenza, onore, decoro, riguardo, responsabilità, senso comune ed orgoglio Mettete più gioia in ciò che fate. E ballate, ballate, ballate!”.
Lui, De Palma, lo ha fatto e lo fa tutti i giorni. Io pure. Voi?







































