“Cosa succede in città”, 35 anni fa iniziava la “fase 2” della carriera di Vasco Rossi

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Cosa succede in città

Il 9 giugno del 1985, esattamente 35 anni fa, iniziava una nuova fase della carriera di Vasco Rossi. Quel giorno usciva infatti Cosa succede in città, album che oggi potremmo dire inaugurava la “fase 2” del suo percorso artistico. La lunga gavetta, iniziata nel 1977, era terminata con Bollicine, il disco che aveva regalato a Vasco il successo di massa. L’arresto aveva imposto una svolta nella sua vita, mentre il live Va bene, va bene così era la testimonianza di quello che Rossi aveva prodotto fino ad allora. Con Cosa succede in città Vasco voltava pagina. All’epoca il disco ebbe un’accoglienza contrastante. Fu durissima, ad esempio, la critica di Gianfranco Manfredi pubblicata sul quotidiano La Stampa il 22 giugno. Anche alcuni fan rimasero spiazzati dal nuovo corso, ma negli anni il disco è stato ampiamente rivalutato ed oggi è generalmente fra i più amati della sua intera produzione.

Vasco Rossi

Il disco, prodotto da Guido Elmi e Maurizio Biancani, si apre con Cosa c’è, canzone che ripercorre quanto avvenuto nei mesi precedenti nella vita di Vasco (certo che sei un bel fenomeno anche tu a farti prendere così…), per poi proseguire con Domani sì, adesso no, rockettone scelto per aprire i concerti di quell’anno.

Cosa succede in città, la title track del disco, è l’unica canzone che vede la partecipazione di Massimo Riva come musicista. Ripescata con il contagocce nei tour successivi, è stato poi scelta da Vasco per aprire i concerti del 2018. Toffee è invece l’esempio lampante del minimalismo di Rossi, al punto che resta celebre la battuta di mamma Novella, la quale appena ascoltato il pezzo disse a Vasco un “non ti sei mica sprecato” diventato leggenda. La canzone, impreziosita dalla chitarra di Dodi Battaglia dei Pooh, è in realtà un affresco perfetto, che con poche pennellate racconta al meglio la situazione che il Blasco vuole descrivere. Nel libro Massimo Riva Vive!, scritto da Claudia Riva con Massimo Poggini, viene anche svelato chi è Toffee. Si tratta di Katia Lamandini, moglie di Giuliano Riva (fratello di Massimo), la quale era stata soprannominata Toffee da ragazzina perché golosa delle morbide caramelle. Nata in Svizzera, ma di origini italiane, per oltre un anno aveva lavorato nel mitico capannone di Casalecchio sul Reno. «Toffee è la storia di un sogno – scrive Claudia Riva – e Vasco usò il suo soprannome per raccontare quel sogno».

Di Toffee invece Vasco aveva detto questo nel corso di un incontro con i fan che si è tenuto il 16 giugno 1986 alla discoteca Big Club di Torino :«E’ una ragazza svizzera che ha questo soprannome, ma in realtà lei si chiama… non mi ricordo… Katia! Esatto, si chiama Katia! La storia di Toffee comunque non è riferita direttamente a lei, lei è un’amica» (dall’imperdibile libro Vasco Andata e Ritorno di Alessandra Garatti).

In Ti taglio la gola Vasco parla invece, in forma assai poco convenzionale, di due delle sue grandi passioni, le donne e la radio. Dopo 34 anni, Vasco ha deciso di ricantarla dal vivo in occasione del tour dello scorso anno.

Una nuova canzone per lei, la sesta canzone dell’album, è legata invece ad un piccolo giallo. Nella prima edizione del disco risulta infatti accreditata, oltre che a Vasco, a Ricky Portera e a S. Di Stefano. Successivamente, il nome di Ricky Portera scompare e come autori vengono indicati Franco Di Stefano e William George Sims. Nel corso degli anni si è scoperto che la musica è quella di una canzone dei Blizzard, With a Shake of Her Head. Nei Blizzard militavano sia George Sims che Franco Di Stefano. Resta un mistero il ruolo di Portera, mentre si può ipotizzare che S. Di Stefano sia solo un refuso. Curiosità: se andate sul sito ufficiale di Vasco, nella sezione “discografia” e cliccate su Cosa succede in città, Una nuova canzone per lei non compare tra le tracce del disco. La canzone è invece regolarmente citata nel pezzo che illustra l’album.

Vasco Rossi

T’immagini era stata in origine scritta per Valentino e avrebbe poi dovuto essere il secondo inedito di Va bene, va bene così. Tramontate, per motivi diversi, entrambe le ipotesi, finì in Cosa succede in città. Mai eseguita dal vivo, fu inserita in scaletta da Vasco a furor di popolo nel 2008 e, complice un arrangiamento perfetto, divenne una delle canzoni simbolo di quel tour. Bolle di sapone invece dal vivo non è stata propria mai suonata ed è probabilmente la canzone di minor impatto del disco. Tutt’altro si deve invece dire di Dormi, dormi, la canzone che chiude l’album: la splendida musica di Maurizio Solieri ed il testo di un ispiratissimo Vasco, ne fanno a mio giudizio il brano più bello del disco.

Ovviamente al disco fece seguito un fortunato tour, che fra l’altro vide l’esordio di Andrea Innesto al sax. Su Youtube si trova il concerto di Carpi del 4 settembre 1985, diviso in parte 1 e parte 2.

Io invece ho sempre adorato la versione di Cosa succede in città di Rock sotto l’assedio:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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