#IoRestoInSala e guardo Georgetown

Il primo film da regista di Christoph Waltz, ambiguo, petulante, un po’ malsano, scritto da David Auburn

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Un altro film per continuare idealmente a vedere il cinema in sala anche se la sala è chiusa: con #iorestoinsala si va online al proprio cinema preferito, se aderisce all’iniziativa (a questo link abbiamo messo l’elenco di tutte le sale d’Italia) e si prenota il biglietto (proprio come fate quando andate al cinema: film, sala, ora, posto). Poi il film lo vedete online da casa.

Georgetown
di e con Christoph Waltz , Annette Bening, Vanessa Redgrave, Corey Hawkins, Noam Jenkins

Waltz è specie di maggiordomo untuoso che si aggira per case hotel e uffici governativi di Georgetown, quartiere chic di Washington: ha sposato la giornalista Redgrave di quaranta anni più anziana di lui (nonostante i dubbi della figlia Bening) e ne sfrutta le entrature per tessere relazioni diplomatiche e cene poltiche con i più bei nomi del gotha governativo. Un intrigante? Un pazzo? Un arrampicatore? Un visionario? Ogni tanto con la benda sull’occhio millanta trascorsi nella legione straniera, ogni tanto con una divisa impeccabile si qualifica come maggiore generale dell’esercito iracheno (?!). Verso l’apice della sua gloria mette in crisi la difesa Usa perché rivela di tessere una pace diplomatica separata con le forze ribelli in Iraq. Nel film lo vediamo sotto processo per la morte violenta della moglie avvenuta una notte in cui lui è uscito a passeggiare in divisa. La storia, quasi vera, viene da un articolo di Franklin Foer uscito sul New York Times Magazine dal titolo “il peggior matrimonio in Georgetown” sceneggiato dal David Auburn di Proof e La casa sul lago del tempo. È bravo Waltz attore scrittore e regista? È petulante al massimo e fa nascere un dubbio: imita il se stesso che incarnava il nazista di Bastardi senza gloria, Django e Big Eyes o Tarantino e Burton hanno riscritto i personaggi su di lui?

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