Marina Rei: “La libertà è come la felicità, per averla bisogna lottare ogni giorno”

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Marina Rei

Esce il 26 giugno Per essere felici, nuovo album di Marina Rei, la cui uscita era precedentemente prevista per aprile e rimandata a causa dell’emergenza sanitaria. Il disco è stato anticipato dai brani Per essere felici e Comunque tu, che hanno fornito un assaggio del nuovo lavoro, spianandogli di fatto la strada.

Il nuovo album segna un capitolo importante della lunga carriera artistica della cantautrice: arriva infatti a 25 anni di distanza dal primo album in italiano, Marina Rei.

Durante il lockdown ha pubblicato Comunque tu (fine aprile). Sentiva fosse il momento giusto?
Il disco doveva uscire a metà aprile; avendo spostato tutto abbiamo fatto uscire un ulteriore singolo, come un ascolto in più per le persone che avevano già preordinato il disco e mi seguono da un po’ di tempo.

Il brano racconta il distacco dalla figura paterna.
Parla in generale del distacco dei figli dai genitori, con annessi cambi e contrasti che si hanno in questo rapporto. In questo caso è rivolto alla figura paterna.

Suo padre ha ascoltato il brano?
Sì ha ascoltato, lui è sempre molto complimentoso e ascolta di frequente in anteprima.

Ha dei genitori che fanno il suo stesso lavoro (madre violista e padre batterista): questo ha influito nel suo percorso?
Sicuramente è una risorsa avere due genitori musicisti, molto bravi e appassionati; sono stati un punto di riferimento sotto questo aspetto.

Per essere felici è il primo estratto dal nuovo lavoro.
Oggi per lei cos’è la felicità?
La felicità bisogna costruirla, conquistarla, non sono dei passaggi facili, bisogna lottare con coraggio per averla.
La canzone parla proprio di questo, di quanto le scelte che si fanno nella vita, che ci portano a rinunciare a certezze e curiosità per rincorrere degli obiettivi diversi, ci aiutano a riconoscerci meglio in noi stessi: quel tipo di obiettivo potrebbe essere paragonato alla felicità.

Qual è la scelta più coraggiosa che pensa di aver fatto?
La scelta più coraggiosa è sicuramente stata quella di pubblicare i miei dischi con un’etichetta indipendente; ci vuole forza di volontà e coraggio, rinunce, sostegno personale economico. È un percorso molto difficile e faticoso, ma anche di grande libertà. La libertà è come la felicità, qualcosa che ha un enorme valore, ma per averla bisogna stringere i denti ogni giorno.

Non baratterebbe mai la sua libertà artistica per una maggiore visibilità?
Io ho avuto sicuramente molta visibilità in passato; in realtà non è una questione di baratto, non saprei dire se avere maggiore libertà porta ad avere minor visibilità, probabilmente altri artisti hanno la mia stessa libertà.
Quello che posso dire sicuramente è che la mia libertà artistica non combacia oggi con un’esposizione mediatica televisiva o radiofonica.

L’album esce a distanza di 25 anni dal suo primo disco in italiano. È cambiato il suo approccio alla musica?
È cambiato moltissimo il mio approccio; è cambiata la discografia, e attorno a questo di conseguenza sono cambiate tutta una serie di cose. Oggi si dà molta più attenzione alla musica di artisti con un’esposizione televisiva forte, o artisti seguiti dalle nuove generazioni, che hanno subito molto il fascino dell’hip hop e della trap, tanto da capovolgere le sorti della discografia.
Dopo tanti anni sono certamente fortunata per aver costruito una credibilità musicale, per cui nonostante non abbia visibilità televisiva riesco ad andare in tour, a fare concerti.

Tornerebbe subito in concerto?
Seguendo le disposizioni, torneremo presto a suonare dal vivo.

Durante la quarantena ha iniziato a scrivere anche racconti.
Ho cercato di darmi da fare durante il lockdown, e ho quindi pensato di scrivere questi racconti con un mio amico scrittore, scegliendo due personaggi che vivevano l’isolamento in modo diverso.

Chiudiamo con qualche anticipazione sul nuovo disco.
Le canzoni uscite finora sono rappresentative del disco; è un disco improntato molto sulla scrittura, e sicuramente non è un disco che segue le mode.

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