Ultimo tango a Parigi, il capolavoro di Bernardo Bertolucci su Raiplay

L’incolmabile differenza tra uomo e donna nella società contemporanea

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Ultimo tango a Parigi

Uno dei film più controversi della storia del cinema:

https://www.raiplay.it/video/2016/09/Ultimo-tango-a-Parigi-59ad30f6-c3bd-460e-af68-378353298c9e.html

La sera del 14 ottobre 1972 all’Alice Tully Hall del Lincoln Center di New York per la prima volta viene presentato al pubblico il film Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci. Gli spettatori presenti in sala al termine della proiezione sono letteralmente in delirio e si prodigano in applausi interminabili. Inizia così il mito del film, uno dei più amati e controversi della storia del cinema che Pauline Kael, critico cinematografico tra i più severi della stampa americana, definirà la sagra della primavera di Stravinsky. In Italia alla sua uscita quattordici milioni di spettatori riempiono le sale cinematografiche che faticano a contenere la gente impegnata a conquistarsi un posto a sedere.  Ambientato a Parigi, il film ha come protagonisti Jeanne (Maria Schneider), una ventiduenne della buona borghesia viziata, figlia di un colonnello caduto in Algeria e fidanzata con Tom (Jean Pierre Léaud), un giovane regista della televisione, e Paul (Marlon Brando), un americano di mezza età confuso, infelice, sradicato, con un matrimonio fallito e il dolore per il suicidio della moglie. I due si conoscono per caso in un appartamento da affittare al settimo piano di rue Jules Verne di 120 metri quadri e quattro camere. Senza dire una parola lui la spinge contro il muro e poi la possiede. La coppia decide di non frequentarsi fuori dall’appartamento evitando perfino di conoscere i rispettivi nomi.  Un rapporto d’amore travolgente e spietato nasce tra i due. Paul spera di ritrovare se stesso in una questa bizzarra storia d’amore, ma Jeanne si accorge presto quanta distanza la separa da lui e decide di interrompere la loro relazione. Disperato, l’uomo dopo un ultimo appuntamento in una sala da ballo la segue fino a casa, ma lei gli spara senza esitazioni come se fosse un aggressore sconosciuto. L’opera di Bertolucci è una riflessione sulla solitudine esistenziale, sulla difficoltà di comunicare soprattutto tra generazioni diverse e sulle forti differenze tra i sessi che la società contemporanea non riesce a superare. Le scene scabrose del film rimaste nella memoria cinematografica non potevano passare inosservate alla occhiuta censura di casa nostra. Il 30 ottobre 1972 due commissioni ministeriali emettono una dura sentenza: il mancato nulla osta alla proiezione in pubblico avendo rifiutato l’autore di tagliare metri 3,89 di pellicola e di modificare una battuta ritenuta oscena. Bertolucci per evitare guai peggiori accetta in seguito queste modifiche che saranno apportate solo nella versione italiana. La censura però non è soddisfatta e l’opera dopo vari gradi di giudizio è definitivamente sequestrata e mandata al rogo (si salva solo una copia conservata in Cineteca a Roma). Bertolucci è condannato a quattro mesi con la condizionale per oscenità e privato del diritto di voto. Passeranno diversi anni prima che questa sentenza vergognosa venga cancellata. Ultimo tango a Parigi è riabilitato nel 1987 e ritorna nei cinematografi dove ottiene ancora un grande successo prima del passaggio in televisione. Ancora oggi lo è impossibile non provare emozioni nel rivedere lo smarrimento esistenziale di Brando, la sua corsa finale per le vie di Parigi al suono struggente del sax di Gato Barbieri.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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