Springsteen chiamato da David Crosby per sostenere insieme a Stills, Nash & Young la candidatura di Joe Biden

0
Joe Biden

A cinque mesi dalle elezioni e con un Trump sempre più ottuso e ripiegato su se stesso, i grandi personaggi del mondo dello spettacolo alzano la loro voce. Ultimo in ordine di tempo è David Crosby che proprio ieri (21 giugno) ha invitato con tweet Bruce Springsteen ad unirsi, insieme alla E Street Band, al leggendario quartetto formato dallo stesso David con Stephen Stills, Graham Nash e Neil Young, che si esibiranno in un concerto a sostegno di Joe Biden a cui prenderanno parte anche gli Eagles e Jackson Browne. Da ciò che si evince dal tweet di Crosby, il concerto dovrebbe svolgersi in uno studio televisivo in modo da poter essere trasmesso in tutti gli Stati americani e raggiungere il maggior numero di potenziali elettori possibile. Saprete tutti che il grosso problema delle elezioni negli USA è che per poter esprimere il proprio voto, bisogna registrarsi negli appositi uffici che consentiranno poi ai cittadini di scegliere il candidato. Già vice di Barack Obama nei due mandati 2008-2012, Biden si candida adesso alla carica di Presidente degli Stati Uniti d’America, ma dovrà sfidare il populismo e la potenza economica di Donald Trump. E così iniziano anche gli endorsement dei vari personaggi pubblici, esponenti della musica, del cinema, dello spettacolo, della cultura e dello sport, che appoggiano uno o l’altro dei candidati. Che Trump sia inviso alla comunità artistica degli USA è cosa nota, basti ricordare che quattro anni fa, quando venne eletto, al concerto per il suo insediamento alla Casa Bianca, ottenne il rifiuto di Elton John, Aerosmith, Rolling Stones, Adele, Queen, Andrea Bocelli, i tre ragazzi italiani de Il Volo, Garth Brooks, Rebecca Ferguson, Celine Dion, Beach Boys, di Nicoletta Mantovani e delle tre figlie di Luciano Pavarotti in qualità di eredi per l’utilizzo di brani cantati dal Maestro modenese, e perfino la B Street Band, una cover del Nostro. Insomma Trump non è mai stato ben visto dalla comunità artistica americana. 

Tornando alle elezioni 2020 e a David Crosby, il tweet pubblicato ieri è eloquente: “Prova a pensarci… Bruce? … Che succede? … Sei un uomo rispettabile… prenderai una posizione contro questo e farai sentire la tua voce? Che ne dici di uno speciale in tv con la E Street Band e CSNY. Per Biden.”. La risposta non è ancora arrivata ma che Bruce sia nettamente schierato con i Democratici è cosa più che nota. Anche quattro anni fa, seppur in extremis, non fece mancare il suo appoggio a Hillary Clinton e quest’anno – ne sono sicura – tornerà a far sentire la sua voce. Vale la pena ricordare che fu proprio Joe Biden, nel 2016, a suggerire – in un’intervista a Billboard – al Partito Democratico di scegliere Bruce Springsteen come candidato alla Presidenza: “La classe media – disse Biden in quell’occasione – con Springsteen avrebbe un’occasione fantastica. Lui capisce perfettamente i problemi che affrontano i lavoratori americani”. E proprio il  recupero e la rinascita della classe media è il primo punto del programma elettorale di Biden.

Quanto a Bruce Springsteen e al suo impegno politico, questo si esplica nella sua musica, nei suoi testi, nei suoi concerti, nelle sue attività benefiche e nelle sue azioni quotidiane. Non c’è bisogno di candidarsi alla Casa Bianca o alla carica di Governatore del New Jersey. E personalmente neanche vorrei che facesse un passo così, primo perché diffido sempre di “politici” che arrivano da altri mondi, secondo perché Bruce è un Artista, con la A maiuscola, e quello deve continuare ad essere. Arte e politica mal si conciliano, l’arte, la musica, è qualcosa di molto più elevato, soprattutto se si considera la politica di questi anni. Del resto già nel 1998 Springsteen si espresse molto chiaramente su un suo eventuale ingresso in politica (all’epoca c’era chi lo voleva candidare al Senato in New Jersey) dicendo: “If nominated, I will not run. If elected, I will not serve (Se venissi candidato, non correrei per l’incarico, se fossi eletto non sarei d’aiuto)ponendo così fine a qualsiasi ulteriore richiesta e possibilità in campo politico.

L’endorsement a Biden arriverà, ne sono certa, soprattutto se – come sostengono alcuni – dovesse scegliere come vice Michelle Obama, ormai diventata insieme a Barack amica di famiglia. Ma questa è un’altra storia che racconteremo nelle prossime settimane.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome