Fiorella Mannoia irrompe con un post sui social, in cui a “gran voce” chiede di poter tornare a fare musica, per ridare ossigeno a un settore duramente provato.
Il settore della musica è tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria; quasi tutti i tour sono stati rimandati al prossimo anno con conseguenti ripercussioni su tutto il comparto musicale, composto da centinaia di migliaia di lavoratori. Parliamo di cantanti, certo, ma anche e soprattutto di musicisti, tecnici, fonici, operai, uffici stampa etc.
Un’industria, quella della musica, che produce il 16% di Pil, come ricorda la cantante.
Un settore trascurato dalle istituzioni, ma messaggero di cultura, arte e bellezza, elementi che costituiscono le fondamenta del nostro Paese.
Fiorella Mannoia: Io però vorrei anche uscire dalla retorica ( in cui sono caduta io per prima) di doverci scusare di voler lavorare, attanagliati dall’antico senso di colpa per essere più fortunati, ci siamo tutti giustificati dicendo, quasi con un senso di vergogna, “non lo diciamo per noi, ma per loro” anche basta! Io voglio sgomberare il campo da questa ipocrisia, IO VOGLIO LAVORARE!
Perchè se lavoro io a cascata lavorano tutti quelli che fanno parte di questa azienda, e se di cultura non posso parlare perché noi “facciamo divertire” allora parliamo di economia, parliamo di soldi, vediamo se troviamo un terreno comune, perché di questo si tratta, di un’azienda che ha un fatturato all’anno di tutto rispetto e che dà lavoro a parecchie decine di famiglie, che paga le tasse e tutti insieme formiamo quel 16% di Pil che manda avanti questo cazzo di Paese.
IO VOGLIO LAVORARE! Per me, per loro, per noi.









































Sai per caso perché lo ha tolto dopo poche ore? Forse per le tante critiche che c’erano nei commenti?