Braschi: “Buon tutto” è il nuovo singolo del cantautore

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Braschi

È uscito il 26 giugno Buon tutto, nuovo singolo di Braschi, cantautore che (tra le altre cose) abbiamo visto tre anni fa a Sanremo, con il brano Nel mare ci sono i coccodrilli.

Durante la quarantena, mentre era al lavoro sul nuovo album, Braschi ha ritrovato un brano scritto un po’ di tempo prima, che sembra quasi un segno del destino. Buon tutto è infatti il miglior augurio possibile dopo un periodo così difficile.

Braschi ha presentato così il suo brano: «Il 26 giugno esce la mia nuova canzone. Si chiama “Buon Tutto” ed è nata quasi per caso. Durante questi mesi di clausura, come tutti, mi sono messo a sistemare un po’ di cose che avevo lasciato da parte. Quel genere di cose che pensi di mettere in ordine non appena ne avrai il tempo. Tra le tante cose accatastate, ho scoperto così di avere un vecchio hard disk che non ricordavo nemmeno di più di possedere. Una volta aperto, la memoria è volata immediatamente a tre, quattro anni fa. Ai tempi, avevo registrato l’idea per un ritornello che diceva: “tanta fortuna, buon tutto”, quasi fosse un mantra o una preghiera.

Risentendola ad anni di distanza, non ci ho messo molto a capire che si trattava della preghiera giusta da fare uscire in questo momento, dopo questi mesi di stasi delle nostre vite. Per tentare di tornare a quello che eravamo e riprenderci il nostro passo naturale. Il passo successivo è stato quello di scrivere le strofe, che sono uscite di getto, come se le parole non aspettassero altro che uscire dalla mia penna. Ne è venuta fuori una canzone che rispecchia perfettamente entrambi gli aspetti principali dei mesi passati in reclusione: la solitudine e la speranza.

Un inno, un tormentone punk, se vogliamo dire così. Fondamentale, in ogni senso, l’apporto di Giovanni ‘Giuvazza’ Maggiore, che più di ogni altro ha creduto che “Buon Tutto” dovesse venire alla luce. Se non altro perché anche il fato ci aveva messo del suo affinché ciò avvenisse. E si sa, a certe cose non ci si può opporre. Io e Giuvazza abbiamo lavorato sodo insieme, prima virtualmente e, quando il virus ce l’ha permesso, fianco a fianco nei suoi studi sopra le colline di Santarcangelo di Romagna. Il lavoro è poi continuato a Roma, dove abbiamo effettuato i mixaggi e ha trovato infine conclusione a Miami, dove ha avuto luogo il processo di mastering. “Ci vediamo domani in una notte migliore di questa”, ci toglieremo la mascherina, torneremo a guardarci in faccia e forse a quel punto non avremo più bisogno di fingere nulla. Con tutte le conseguenze del caso.»

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Maria Francesca Troisi
Campana verace, trascorre gli anni degli studi tra Salerno, Milano e Roma. Appassionata da sempre di scrittura e musica, matura negli anni diverse esperienze nel campo dell’informazione e spettacolo, ricoprendo il ruolo di giornalista, blogger e ufficio stampa per siti di musica, quotidiani, e associazioni culturali.

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