I vincitori del Premio in memoria di Mimmo Càndito “Per un Giornalismo a Testa Alta”

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Mimmo Càndito

Mimmo Càndito era un grande giornalista. Ci ha lasciato due anni fa, il 3 marzo 2018, dopo una lotta lunga e coraggiosa contro il tumore, splendidamente raccontata in un libro pubblicato da Rizzoli nel 2016 che all’epoca lessi tutto d’un fiato, 55 vasche. Le guerre, il cancro e quella forza dentro. Lui le guerre le ha viste da vicino, purtroppo ne aveva viste tante come inviato de La Stampa. E la forza che aveva dentro era davvero straordinaria: quando lo incontravo, rimanevo incantato ad ascoltarlo. I suoi racconti erano pieni di vita, c’era tanta umanità, ed era capace di narrare storie incredibili con quella semplicità che contraddistingue i grandi veri.

Ora, per volontà dell’Associazione a lui intitolata e presieduta da sua moglie Marinella Venegoni, è stato istituito il Premio ”Mimmo Càndito – Per un Giornalismo a Testa Alta”, che intende promuovere e onorare i valori che hanno improntato la vita personale e professionale di una grande firma del giornalismo “in trincea”.

Lo scorso marzo la giuria, composta dal prof. Alessandro Triulzi (Presidente) e dalle giornaliste Marina Verna ed Emmanuela  Banfo, ha decretato i nomi dei finalisti, cinque per ogni sezione.

Sezione Opere (Articoli o reportage già pubblicati):

  • Laura Battaglia (“Yemen, un paradiso in polvere”)
  •  Daniele Bellocchio (“Il Ciad, in fuga da Boko Haram”)
  • Simona Carnino (“Il potere di un passaporto / Viaggiare bagnati”)
  • Nello Scavo (“Libia, tra segreti di Stato e accordi indicibili”)
  • Elena Stancanelli (“Venne alla spiaggia un assassino”).

Sezione Progetti d’inchiesta: 

  • Marco Benedettelli (“Da braccianti a operai per il mercato globale. Il nuovo proletariato etiope del polo industriale di Mekelle”)
  • Viola Hajagos (“Centroamerica e diritto di aborto”)
  • Francesco Pasta (“I gecekondu di Istanbul”)
  • Roberto Persia (“Oltre il confine: migranti attraverso il Marocco”)
  • Sara Tonini (“Il ruolo di internet nella Resistenza palestinese”)

Ora sono stati resi noti i nomi dei vincitori: per la categoria Opere il Premio va a L’epopea dei migranti centroamericani al tempo di Trump di Simona Carnino, per rigore, completezza, carica emotiva. Pubblicata su Missioni Consolata, l’indagine affronta le sfaccettature del fenomeno migratorio nel Centro America con rigore di analisi, completezza nella raccolta dei dati e diversificazione delle fonti. L’autrice racconta storie senza condiscendere alla retorica o alla spettacolarizzazione. In coerenza con il giornalismo di Càndito, Carnino sperimenta in prima persona ciò di cui scrive: la narrazione è il risultato di un lavoro antecedente di studio e approfondimento del tema.

Per la categoria Progetti il Premio è assegnato a Da braccianti a operai per il mercato globale. Il nuovo proletariato etiope del polo industriale di Mekelle di Marco Bendettelli per originalità, coinvolgimento diretto e conoscenza dell’area. L’inchiesta verte su un tema per lo più ignoto al grande pubblico ma di grande portata per il continente africano, la crescita di una nuova classe operaia in un Paese che esce da un ventennio di guerra con la confinante Eritrea e che mantiene affollati campi profughi, e una popolazione in fuga dall’economia contadina. La regione del Tigray, nel nord, appare come un’area di interesse strategico sia per la comprensione del faticoso processo di industrializzazione in atto, sia per il modello economico del governo regionale, basato sulla produzione di beni a basso costo per l’estero. Due banchi di prova importanti per le promesse di “Rinascimento africano” nel più importante Stato-nazione dell’Africa Orientale. 

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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