wLOG torna con “Nisba”, nel titolo il concept del disco

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Esce oggi Nisba, il nuovo EP del cantautore e poeta milanese wLOG. Le canzoni sono quattro: Cervello parboiled, Tremometro, Suppergiù e Ehi carovita. wLOG ha esordito come solista nel 2018, lo scorso anno ha pubblicato il suo primo album e quest’anno ha fatto uscire tre singoli, prima di questo nuovo EP. Lo abbiamo intervistato.

Partiamo dal titolo del tuo nuovo EP: Nisba. Perché hai scelto di chiamarlo così, visto che fra l’altro nessuna canzone ha questo titolo?
Eh, Nisba! Mi piaceva l’idea di una parola che racchiudesse il concept del disco e che facesse da collante tra i brani stessi.  In più Nisba richiama un po’ la milanesità con un pizzico di senso esotico.

È corretto dire che fai musica itpop o non ti riconosci in questa definizione?
Sinceramente non mi rivedo in un “genere” specifico. Mi piace l’idea dell’indie in quanto movimento indipendente, ma non per le sonorità che rappresenta. Nel bene o nel male faccio una cosa un po’ inusuale. Non ci penso quando scrivo. Certamente i brani proposti fino ad ora hanno una struttura pop. Le linee melodiche sono spontanee e peculiari. Suoni e sound sperimentali.

Quanto è importante l’ironia nella tua musica?
Sono uno che anche nelle discussioni cerca sempre la battuta. Rido spesso di me e della vita. Prendersi troppo sul serio è pericoloso. L’ironia è anche una via d’uscita certamente importante dalle crisi. Non ci penso prima di scrivere e spesso mi viene fuori spontaneamente.  Alcuni brani, ancora non pubblicati, però non ne hanno.

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Chi era wLOG prima di diventare wLOG?
Sono sempre lo stesso. La mia vita fino ad ora è stata pazzesca. Mi piacerebbe scrivere una mia biografia. Ho avuto un’infanzia e una adolescenza molto complesse. Le mie canzoni sono sempre state la mia medicina e il mio rifugio. Ora la differenza è che le sto pubblicando e che se capita le canto in giro. Il resto tutto uguale.

Nel 2019 hai pubblicato il tuo primo album, quest’anno tre singoli e un EP. Scrivere ti viene proprio facile?
Diciamo che sono compulsivo da sempre. Scrivo tantissimo. Quasi mai bozze, ma solo pezzi compiuti. Diversi l’uno dall’altro anche su tematiche meno usuali. Spero di fare sentire qualcosa dopo l’estate. Credo di poter dire che un album al mese sarebbe l’ideale per me, ma so che non sarebbe giusto per chi deve ascoltare, familiarizzare e gustarsi la canzone. La cosa difficile è scegliere i brani da pubblicare.

Ricordi la prima canzone che hai scritto?
Certamente! Le primissime senza strumento quando ero piccolino non le ricordo, però alle elementari una song per una compagna è viva nella mia testa. Potrei cantarla anche ora. Secondo me ci starebbe anche oggi. Da li in poi le ricordo quasi tutte.

Stai pensando di portare il tuo EP in una dimensione live o per il momento nisba?
Certo che sì! Stiamo lavorando per dei live. Sarà un set particolare con campionatore ed anche eventuale parte acustica.

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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