Compie 30 anni “Oracoli” di Bertoli, il 29 luglio concerto di Luca Bonaffini a Mantova

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Luca Bonaffini

Nel 1990 Pierangelo Bertoli pubblicava Oracoli, uno dei suoi dischi di maggior successo. Bertoli scrisse l’album in tandem con il cantautore mantovano Luca Bonaffini che, il prossimo 29 luglio a Mantova, celebrerà il trentennale del disco con un concerto. L’appuntamento, ad ingresso gratuito, è alle 21.30 presso l’Arena Bike In (zona Campo Canoa). Abbiamo intervistato Bonaffini per parlare del concerto del 29 luglio, ma anche della lavorazione di Oracoli e dei suoi progetti più recenti.

Luca Bonaffini

Con quale spirito torni sul palco dopo questo lungo periodo senza concerti?
In realtà i miei concerti sono centellinati, perché la mia attività dal vivo è sospesa dal 2008, dopo che – a causa di un problema di salute – mi saltò un tour teatrale. Faccio pochi eventi e mirati, come nel caso degli ultimi due brevi tour (2017 e 2019). Cinque, sette date al massimo, e tutte unplugged. Torno sul palco con lo spirito dell’adolescente che ero e che continuo ad essere. Emozionato e con voglia di dare di più.

La serata di Mantova sarà in parte dedicata alla celebrazione dei 30 anni di Oracoli, disco di grande successo di Pierangelo Bertoli, al quale ha attivamente collaborato come autore di dieci canzoni. Che ricordo hai della genesi e della lavorazione dell’album?
Molto forte. Fu la punta massima del mio percorso artistico e della mia carriera professionale. Il giro di boa che cambiò la mia vita.

Sono 18 anni che Bertoli non è più fra noi. Ritieni che sia ricordato come meriti?
Nessuno è mai ricordato come merita, né nel bene, né nel male. Bertoli è ricordato per la sua grandezza, ma non per la sua reale unicità. Personalmente mi manca, è chiaro. Ma ancora di più, manca qualcuno – nella musica – che si faccia portatore della cosiddetta canzone civile.

Luca Bonaffini con Pierangelo Bertoli

A Mantova salirai sul palco accompagnato solo dalla tua chitarra. È una formula che ami?
È quella che mi riporta sempre a me, alle urgenze che mi hanno spinto a scrivere canzoni e non – ad esempio – poesie. Poi, posso cambiare tonalità e repertorio, senza dover stravolgere scalette ai miei poveri colleghi.

Cosa canterai a parte le canzoni di Oracoli?
Devo ancora decidere. Sicuramente farò sì che, mie esigenze a parte, il pubblico sia felice di essere venuto a sentire una serata che, da una parte si aspettava, ma dall’altra l’abbia stupito.

Durante il lockdown hai fatto uscire il pentadisc Non è mai troppo Natale. Ci racconti questo tuo ultimo lavoro?
Erano 5 di 7 tracce incise l’estate scorsa da Alberto Grizzi, mio produttore già di Sette volte Bertoli e vice presidente della società che fondammo insieme nel 2016 (C7 ART&MUSIC). Gli chiesi se gli andasse di fare un album completamente voce e chitarra, come si faceva in maniera minimale negli anni Settanta, e mi convocò immediatamente. Avendo in cantiere un altro album, da circa quattro anni e mezzo, e in via di definizione, ho pensato di sfruttare il lockdown per “esserci” comunque. Il titolo è positivo, guarda alla eterna rinascita e alla speranza. I brani registrati, invece, alternano dolcezza, malinconia a rabbia sociale.

Dopo il concerto di Mantova hai in programma altre serate?
No. Guardo al nuovo album e alle produzioni della mia etichetta milanese. Ho un sacco di artisti accanto che hanno voglia di fare bei dischi. Io sono qui, nel settore, soprattutto per loro.

La versione di Chiama piano di Luca Bonaffini e Alberto Bertoli:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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