Live Aid, quel tentativo di un concerto italiano con Vasco Rossi e Claudio Baglioni

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Vasco Rossi
Vasco Rossi in concerto allo Stadio San Siro di Milano - 2 giugno 2019 - © Foto: Riccardo Medana

Sono passati 35 anni dal Live Aid. Il 13 luglio 1985 i concerti di Londra e Philadelphia raccoglievano 160mila persone nei due stadi e soprattutto 2 miliardi di telespettatori davanti ai televisori di tutto il mondo. Alla manifestazione, organizzata da Bob Geldof e Midge Ure per raccogliere fondi a favore dell’Etiopia, parteciparono molte delle più grandi star dell’epoca. La storia, in estrema sintesi, è questa, ed è da tutti conosciuta.

Forse non tutti sanno, invece, che ci fu anche un tentativo di organizzare un concerto in Italia, allo stadio milanese di San Siro. Le due star dovevano essere Vasco Rossi e Claudio Baglioni, probabilmente i due cantanti più popolari in Italia nel 1985. Il primo, in quell’anno, aveva pubblicato un disco meraviglioso come Cosa succede in città; il secondo, invece, dominava le classifiche con un altro disco bellissimo, La vita è adesso, secondo alcune stime il più venduto di sempre in Italia. Il progetto, in realtà, restò sulla carta, non senza qualche polemica. Ricostruiamo la storia grazie a quell’utilissimo strumento che è l’archivio on-line del quotidiano La Stampa.

Il 16 luglio fu l’impresario David Zard, lo stesso che aveva dato vita tre mesi prima al progetto Musicaitalia per l’Etiopia (cliccate qui), a dare fuoco alle polveri. «Da oltre due mesi mi ero messo a lavorare per fare in modo che San Siro diventasse, d’accordo con Bob Geldof, il terzo stadio del concerto “live aid” – raccontava Zard – Per riempire San Siro c’era bisogno del richiamo delle star musicali del momento, cioè Claudio Baglioni e Vasco Rossi. I loro impresari Venturi ed Elmi da me ripetutamente contattati e sensibilizzati a questo storico avvenimento, che tra l’altro avrebbe permesso a Baglioni e Vasco Rossi di esibirsi di fronte ad un miliardo e mezzo di persone di tutto il mondo, hanno detto di non essere assolutamente interessati all’iniziativa giustificando la indisponibilità dei loro cantanti con la esistenza di impegni contrattuali».

Live Aid

La risposta di Vasco Rossi arrivò il 28 luglio, in occasione di un’intervista concessa dopo il concerto di Sestri Levante del 25 luglio. «Zard non sa quello che dice – affermava il Blasco – Fossimo in America lo avrei già querelato. Non è vero che ho rifiutato di partecipare a Live Aid. Quel giorno ero anche libero da impegni. La verità è che dopo la telefonata fatta al responsabile del mio tour dal dottor Giorgio Verdelli per conto della Rai e a nome di Paolo Giaccio, io e Guido non ne abbiamo saputo più nulla. Zard non può fare commenti a vanvera, anche perché nessuno ci aveva fatto il suo nome come organizzatore della manifestazione».

È curiosa, in questo articolo, la citazione di Giorgio Verdelli, professionista con il quale negli ultimi anni Vasco si è trovato più volte a collaborare a livello televisivo.

Live Aid

Il giorno dopo Stampa Sera (era l’edizione pomeridiana della Stampa) pubblicò un’altra intervista a Vasco, nella quale Rossi tornò sul tema Live Aid: «Mi sarebbe piaciuto molto esserci, è ovvio – diceva Vasco – L’ho visto tutto per televisione, e dal punto di vista spettacolare è stato stupendo. Però ho qualche riserva sulle iniziative benefiche di questo tipo, intanto perché di fame non si muore solo in Africa, ma in tantissimi angoli del mondo. E poi perché non credo serva mandare generi alimentari una volta ogni tanto: che succederà tra qualche tempo, quando le riserve saranno terminate? Faranno un altro concerto?».

Di quell’intervista, però il passaggio più interessante è quello riservato a Baglioni. «Io sono una parte di Baglioni, perché anch’io ho sognato con le sue canzoni – diceva nel 1985 Vasco – Lui, per me, è stato un grosso amore. Questo è il suo anno, e credo lo meriti: nel suo ultimo disco c’è un maggior impegno, e come artista mi pare davvero inattaccabile». Parole che sembrano appartenere ad un’altra era, molto diverse dalle punzecchiature che invece negli ultimi anni Vasco ha riservato al “divino Claudio”.

Live Aid

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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