“Estate in plexiglas”, i Diecicento35 sono sempre più “orgogliosamente” pop

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DIECICENTO35

Avevamo intervistato i Diecicento35 nel maggio del 2019 in occasione dell’uscita di Secondo me, il loro secondo album (cliccate qui). Torniamo oggi a parlare della giovane band torinese perché da poco ha pubblicato un nuovo singolo, Estate in plexiglas, che segna un ulteriore passaggio evolutivo nel percorso di crescita del gruppo. Gli autori della canzone sono Lorenzo Bulgarini e Marco Bressello, mentre Andrea Fusini si è occupato della produzione.

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È passato più di un anno tra la pubblicazione del vostro secondo album e l’uscita di questo nuovo singolo. Cosa avete fatto in tutto questo tempo?
È passato un anno, in questo tempo abbiamo promosso come meglio potevamo, il nostro secondo disco autoprodotto Secondo me, dopo qualche bel concerto in estate 2019 come il Flowers Festival e Collisioni festival, abbiamo scritto molti brani nuovi e li stiamo infornando per farveli assaggiare… State pronti!

Con Estate in plexiglas si può parlare di un’ulteriore svolta pop nella vostra musica?
Assolutamente sì e ci fa molto piacere che ve ne siate accorti, significa che stiamo facendo un buon lavoro, in quanto era nostro desiderio da tempo fare musica Pop! Noi questa partita la vogliamo giocare in serie A! Finalmente stiamo facendo la musica che ci piace, fresca ed esplicita, non vediamo l’ora di farvi ascoltare le canzoni che stanno uscendo dal nostro piccolo studio! Noi ascoltiamo il Pop e abbiamo sempre cercato di farlo ma, con i dischi precedenti sbagliavamo sempre qualcosa, gli strumenti e di conseguenza tutte le canzoni sembravano un ibrido tra il pop e il rock, il che significava non avere una direzione certa. Quest’ultima canzone invece, sembra che una direzione l’abbia presa forte e chiara!

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Com’è nata la canzone?
La canzone è nata in pieno lockdown e siamo riusciti a registrare un provino in studio verso fine aprile, quando la curva epidemiologica iniziava a scendere. Si intuiva che l’estate in un modo o nell’altro sarebbe arrivata presto, la tv parlava di vacanze italiane e quindi, mentre i telegiornali promuovevano le distanze di sicurezza e lettini divisi da cabine in plexiglas, ci è venuto in mente di scrivere una canzone sull’assurdità della situazione. Molto semplicemente abbiamo unito le due parole: estate e plexiglas, tutto il resto è arrivato da sé… Ci sono molti riferimenti al lockdown e alle serie televisive che abbiamo guardato in quei giorni di distacco dal mondo, abbiamo giocato con le parole per trovare dei collegamenti assurdi che raccontassero di un estate paradossale. Diciamo che la paura era tanta, ci sembrava la fine del mondo, ma abbiamo trovato un modo per reagire e sdrammatizzare.

Cosa ci sarà dopo Estate in plexiglas?
Dopo Estate in plexiglas arriveranno canzoni simili per il metodo di scrittura, abbiamo capito che ci piace giocare con le parole e raccontare quel che vediamo intorno a noi con leggerezza. Inoltre speriamo che dopo quest’estate in plexiglas torni tutto alla normalità, anzi, meglio di prima.

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Avete già due album alle spalle. Il primo risale al 2016, il secondo è dello scorso anno. Che effetto vi fa riascoltarli a distanza di tempo? Vi ci riconoscete ancora?
Non si rinnega mai il passato e ci piacciono ancora quelle canzoni. Comprendiamo che sono canzoni molto lontane da oggi sia per produzione che per scrittura, ma la musica cambia velocemente e bisogna adattarsi… Avevamo già constatato un cambiamento da Il piano b a Secondo me. Stiamo costruendo il nostro futuro passo dopo passo e siamo consapevoli che non si smette mai di imparare in questo lavoro e abbiamo fame di scoprire fin dove possiamo spingerci. La musica inoltre ha la capacità di catapultarti in pochi secondi in dimensioni nuove e nei ricordi passati, ci piace ricordare come eravamo ingenui e grezzi nel 2016. Penseremo la stessa cosa, tra qualche anno, delle canzoni odierne?

Quanto vi è pesato non poter suonare dal vivo in questi mesi?
Purtroppo è passato così tanto tempo che nemmeno ricordiamo quando abbiamo suonato l’ultimo live… Ci pesa questa situazione, abbiamo provato a cantare sui balconi e a fare qualche diretta social, ma non è la stessa cosa… La dimensione palco ci manca molto e non vediamo l’ora di poter ricominciare!

Avete concerti in vista o è ancora troppo presto?
Qualcosa si muove ma al momento non abbiamo date in programma, ne approfittiamo per lavorare sulle canzoni.

Estate in plexiglas:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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