Non intendiamo occuparci di politica, e non lo facciamo mai.
Ma quando alcuni politici continuano a toccare quello che è il “nostro”, la musica, con sproloqui no sense su una canzone storica come Imagine di John Lennon, non possiamo tacere.
Prologo: qualche giorno fa Susanna Ceccardi (Lega) si dichiarava contenta di aver invitato i bambini del suo Comune a non cantare Imagine, bollando la canzone come un inno marxista.
Ieri sera, ospite della trasmissione InOnda (su La7), Giorgia Meloni (deputata e leader di Fratelli d’Italia) ha ribadito il concetto, rispondendo alle domande di David Parenzo e Luca Telese:
«Non è una canzone il cui testo mi appassiona, dice che non ci siano le religioni, le nazioni.
È l’inno dell’omologazione mondialista.
Per me l’identità è un valore.
Poi è una bellissima canzone, ma un mondo senza identità non è il mio prototipo».
Per la Meloni quindi Imagine di John Lennon sarebbe un brano che spinge all’omologazione mondialista, controllata dalle multinazionali.
Imagine (lo ricordiamo alla Meloni & Co) è una delle canzoni più famose della carriera solista di John Lennon (dopo l’esperienza con i Beatles).
Reinterpretata da tanti artisti negli anni e considerata un inno alla pace.




































