I Negrita portano a Pistoia uno show tanto bello quanto essenziale

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In questa estate così diversa e atipica i Negrita han provato a regalare ai propri fan una parvenza di normalità con due concerti speciali in altrettante location particolari: ieri ad Ayas, in Val d’Aosta e stasera a Pistoia, in occasione del Pistoia Blues Festival.

Pistoia per i Negrita non è un luogo come gli altri e a specificarlo ci ha pensato quest’oggi Drigo, chitarrista della band, sui social: a Pistoia «da ragazzo ho potuto vedere i concerti di tutte le leggende del blues, il genere con cui mi son formato musicalmente e che, ad essere onesti, ha dato lo spunto per il nome della nostra band […] grandi emozioni anche stasera!».

Ad attendere i Negrita, per l’occasione in versione “trio acustico”, una Piazza Duomo completamente esaurita, con una lunga coda fin dall’apertura degli ingressi. E alle 21:50, con Ho imparato a sognare, i tre ragazzacci, han dato inizio alle danze.

I Negrita, mi è capitato spesso di dirlo, sono un gruppo fuori dal comune: sono una band che, dopo 26 anni di carriera, porta sul viso i segni del tempo tra rughe, ferite e cicatrici, ma allo stesso modo, hanno sempre avuto la forza di trasformare questi segni in esperienza e, soprattutto, qualità.

Durante lo show si ha modo di osservare l’essenza della band: due chitarre è una voce. Una soluzione semplice, ma che riesce comunque a evidenziare i pregi dei tre protagonisti, perchè, con le loro diversità, riescono a integrarsi alla perfezione: la precisione di Mac si incastra con il genio e sregolatezza di Drigo (con i suoi assoli che arrivano direttamente alla pancia), mentre Pau è il “solito” animale da palcoscenico che funge da perfetto trait d’union.

La scaletta forse risente un po’ dell’allestimento, a fine serata saranno solo 15 canzoni, ma non mancano i brani che fanno gioire i tanti presenti: da Il gioco a Magnolia, da Non torneranno più ai grandi classici Mama Maè e Cambio, fino al grande abbraccio (mentalmente) collettivo con Gioia infinita. In mezzo una gran voglia di musica, di concerti e di docs.

SCALETTA:
1. Ho imparato a sognare
2. Dannato vivere
3. Il gioco
4. Che rumore fa la felicità?
5. Greta
6. Hemingway
7. Magnolia
8. Non torneranno più
9. L’uomo sogna di volare
10. Voglio stare bene
11. Cambio
12. Mama Maè / While My Guitar Gently Weeps
13. Il libro in una mano, la bomba nell’altra
14. Rotolando verso sud
15. Gioia infinita

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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