Ligabue per #ArtistiPerIl2agosto: “Abbiamo il dovere di non dimenticare”

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Ligabue

Un orologio fermo alle 10:25 e una ferita che non si rimarginerà mai, per Bologna e per l’Italia. Sono appena trascorsi 40 anni dalla strage alla Stazione di Bologna, il 2 agosto del 1980. Un sabato che avrebbe dovuto essere di festa, il weekend che significava l’inizio delle vacanze. La vigliaccheria e un crudeltà inaudita di un attentato che mirava a colpire più persone possibili, del tutto innocenti ed ignare di ciò che sarebbe accaduto, 85 vite spezzate e famiglie distrutte per sempre che hanno non hanno tutte le risposte che meritano.

In un giorno così doloroso per la Storia del nostro paese, molti artisti nati nella meravigliosa terra che è l’Emilia Romagna hanno partecipato ad una maratona social, 40 anni e non passa, per ricordare, ognuno a proprio modo, quel giorno tremendo. Ognuno con la propria emozione, ognuno con i propri ricordi.

Dopo il presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime Paolo Bolognesi e la presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti, si  sono alternati, ogni mezz’ora, artisti, scrittori, musicisti e cantanti, impegnati a tenere viva la memoria con un videomessaggio, un ricordo, un brano musicale, un appello o un monologo teatrale.

Ligabue, Paolo Fresu, Luca Carboni, Stadio, Enrico Brizzi, Giorgio Comaschi, Dodi Battaglia, Giorgio Diritti, Marcello Fois, Angela Baraldi, Modena City Ramblers, Milena Gabanelli, Massimo Volume, Cristina D’Avena, Stefano Pesce, Antonella Beccaria, Franz Campi, Cinzia Venturoli, Alex Boschetti, i writers che hanno realizzato i murales commemorativi a Bologna, Parma e Reggio hanno partecipato a questa iniziativa con racconti toccanti e sentiti.

Fra questi, appunto, il pensiero di Luciano Ligabue,che ha raccontato gli effetti di quella strage in un film, Da zero a dieci: «Ogni strage ha dentro qualcosa di disumano — racconta Luciano — Resta una strage che lascia a bocca aperta per quella capacità di crudeltà. Una bomba messa nella sala d’attesa di seconda classe il mattino dell’esodo per le vacanze delle famiglie. Un obiettivo molto chiaro, nel momento di massimo afflusso possibile. (…). Ho provato a descrivere gli effetti di una strage che colpisce non solo il cuore di una città ma di una Nazione intera, sulle persone vicine alle vittime. (…). Noi abbiamo il dovere di ricordarci di non dimenticarla» .

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