Volevo nascondermi

Vita di Ligabue, pittore matto e sciamano

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RECUPERATO PER L’ESTATE  2020

Volevo nascondermi
di Giorgio Diritti
con Elio Germano, Oliver Ewy, Leonardo Carrozzo, Pietro Traldi, Orietta Notari.
Voto: decisamente bello.

C’è il piccolo Laccabue prima della Grande Guerra: famiglia disastrata sulle montagne svizzere, adottato per soldi da un’altra famiglia, maltrattato e in più bistrattato dalla natura, problemi fisici e problemi mentali. Però con il dono del disegno. Poi c’è il giovane Laccabue che viene “restituito” dalla Svizzera all’Italia, e lì diventa Ligabue. Trattato da bestia, si comporta da bestia. Il primo tempo a parte squarci in tedesco e dialetto, sembra un intenso film muto. Poi, l’eremita che vive nella selva sul Po a Gualtieri, che  disegna sulle cortecce e modella fango in forma di animali, può allargare il suo dono fuori e dentro i manicomi dell’Italia fascista. “Scoperto”, aiutato e messo in condizione di dipingere la sua pittura è sempre un gesto al limite della crisi mentale e un atto sciamanico: Ligabue parla il linguaggio delle bestie con le bestie che dipinge e modella. Anche quando le bestie stanno nella sua fantasia. Sta spaccando l’accademia e lui lo sa, ma in maniera creaturale: un San Francesco grottesco che quando ha finalmente in mano i pennelli rompe con tutte le convenzioni. Attenzione: non è il solito film sul pittore che dipinge. I quadri sono quasi sempre finiti per lo spettatore: è la modalità con cui ci si arriva che fa entrare nella carne del matto geniale. Sporco, deforme, perennemente innamorato senza scambio o risposta, verso la fine attratto dalla merce: cappotti padronali, tante macchine, tantissime moto con cui attraversa la campagna come il motociclista senza meta di Amarcord. È un cantico delle creature dal dolore al pennello, dove non è proprio contemplato che la natura sia benigna, ma Diritti ci porta dentro con una velocità inconsueta per il suo cinema e la consueta ricerca della bellezza nelle immagini. Elio Germano sembra un autoritratto di Ligabue in tre dimensioni, grazie e nonostante il trucco totale. E infatti, miglior attore alla Berlinale.

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