Bruce Springsteen e Patti Scialfa schierati con Joe Biden: “C’mon up for #Therising”

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Esiste Trump, esiste il Ku Klux Klan, esistono gli omofobi, i suprematisti bianchi,  gli avventisti del settimo giorno, gli psicopatici che sparano a casa, i poliziotti (bianchi) che soffocano un povero  disgraziato (nero) che lo implora di allentare la presa sul collo, ci sono perfino le manifestazioni dei neo-nazi a Charlottesville. E poi c’è l’America, gli Stati Uniti d’America, quella che quando eravamo bambini  ci ha nutrito a suon di musica, libri, film, serie tv, quella di cui ci siamo irrimediabilmente innamorati da adolescenti, quella che ci ha fatto vivere le passioni più grandi da giovani e che ancora oggi ci fa sognare. Ecco tutto questo con il Presidente più goffo e pericoloso che abbiano mai avuto gli USA, non c’entra nulla. Era nell’aria che anche stavolta Bruce Springsteen si sarebbe pubblicamente schierato con i Democratici, si intuiva che avrebbe fatto sentire la sua voce contro lo sfascio di una amministrazione a dir poco avventata, nell’anno che ha registrato la più grave crisi economica dal 2008 ad oggi con il Pil sceso – nel primo trimestre di quest’anno – al 4,8%, i prezzi del cibo aumentati del 16%, la disoccupazione salita al 14,7 %. Per non parlare della pandemia, a lungo negata e poi sottovalutata dal Presidente in carica, che ha portato – ad oggi 18 agosto – 5 milioni e 460mila contagi e più d 170.000 morti. Cifre da brividi. In questa atmosfera e con questi numeri da combattere si è aperta ieri la Convention Nazionale dei Democratici che finirà il 20 agosto. La prima Convention virtuale, ovvero con interventi video e senza pubblico),  in cui il discorso lanciato da Joe Biden è riassunto in queste poche parole pronunciate nel suo discorso iniziale:

“Dobbiamo fargli sapere chi siamo, per cosa lottiamo, noi scegliamo la speranza invece della paura, la verità al posto delle bugie, e anche l’unità anziché la divisione. Per noi è arrivato il momento di rialzare la testa, di aprire i nostri cuori e di ricordarci chi siamo. Siamo gli Stati Uniti d’America. Non c’è una singola cosa che non possiamo fare se la facciamo tutti insieme”.

Il video che ha caratterizzato la Convention non poteva che essere montato sulle note di “The Rising”, scelta ovviamente come canzone per la tanto attesa rinascita di uno dei Paesi più importanti del mondo e abbinata all’hashtag #TheRising. Nel video, intitolato “Rise Up” (Alziamoci) si vede il popolo americano, quello del Black Lives Matter, ma anche quello dei medici e degli infermieri che hanno lavorato incessantemente giorno e notte per salvare vite umane e curare i malati, ci sono gli anziani isolati nelle case a cui i volontari portavano da mangiare, ci sono i neonati salutati dal vetro di una macchina, ci sono le marce di protesta pacifica che hanno attraversato gli Stati Uniti contrapposte a quelle dei neo-nazi, ci sono le strade vuote per il Covid, la gente che ricomincia a uscire con la mascherina, ci sono soprattutto tutti i colori, le facce, le razze, gli orientamenti che hanno fatto grande l’America, quella che piace a noi. Nel video compaiono anche Bruce e Patti, a conferma che tutta la famiglia (e non poteva essere diversamente) è schierata con Joe Biden e con la sua vice Kamala Harris.  Springsteen – lo sappiamo tutti – non ha mai nascosto il suo orientamento politico, anche se sarebbero sufficienti le sue canzoni a rivelarci come la pensa politicamente. E anche quest’anno, soprattutto quest’anno, Bruce vuole impegnarsi in prima linea. Già lo scorso 17 giugno, durante una delle sue trasmissioni radiofoniche mandate da casa sua (“From My Home to Yours” su  SiriusXM’s E Street Radio, nda), Bruce aveva detto: “Con più di centomila Americani morti negli ultimi mesi e una risposta vuota e vergognosa da parte dei nostri leader, sono veramente incazzato. Quelle vite meritano qualcosa di meglio che essere trattate come una statistica scomoda per la rielezione del nostro Presidente. Quelle vite perse rappresentano una disgrazia nazionale!”.

Dunque, Bruce ancora una volta ci mette la faccia, la musica e le parole. Ma anche i tweet: già ieri sera sul suo profilo, insieme al video, campeggiava una frase “Come on up for #therising.” 

Per vedere il video (bellissimo), questo è il link:

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P.S. La foto in evidenza è tratta dal video “Rise Up”

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati “Ben Harper, Arriverà una luce” (Nuovi Equilibri, 2005, scritto in collaborazione con Ermanno Labianca), ”Gianna Nannini, Fiore di Ninfea” (Arcana), ”Autostop Generation" (Ultra Edizioni) e ben tre su Luciano Ligabue: “Certe notti sogno Elvis” (Giorgio Lucas Editore, 1995), “Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue” (Arcana, 2011) e il nuovissimo “ReStart” (Diarkos) uscito l’11 maggio 2020 in occasione del trentennale dell’uscita del primo omonimo album di Ligabue e di una carriera assolutamente straordinaria. Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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