Aneddoti rock raccontati in un libro da Carlo Basile

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Aneddoti rock
Pink Floyd live at Pompei

Ancora un libro di musica? Ma non ne sono già usciti troppi? Sì, ma stavolta a raccontare storie fatti e personaggi ci ha pensato uno che le «cose» le ha vissute direttamente. Carlo Basile ha fatto uscire «Carlo, You Rock» con i sottotitoli : «Storie di sesso (poco), droga (molta) & hit parades (niente male)» ovvero «Gli anni del fanatismo e del collezionismo & gli anni della Emi e di Per voi giovani» (Edizioni Marmot Publishing/Reto Stoklin, pagg 95, 34€).

Nulla si esaurisce con un libro, perché nel corso del tempo capita di ricordare avvenimenti che credevamo sepolti e di poco conto, così Carlo Basile mette le mani avanti e avvisa che questo è solo il Volume Uno. Il resto verrà poi, e leggendo la sua biografia viene da credere che nemmeno un volume due riuscirà a colmare quello che Basile ha visto da vicino nel mondo della discografia e della musica. 

L’inizio è affidato a tre giornalisti che ben lo conoscono, ciascuno ne traccia un ritratto di stima, ben sapendo di dover parlare di uno che veramente era sul «pezzo». Così, dopo Federico Guglielmi, Francesco Donadio e Maurizio Becker, entra in scena l’autore per tracciare il suo percorso. Va detto che il libro è soprattutto illustrato, con fotografie, molte inedite, per la maggior parte a colori. Si parla di rock e non poteva che iniziare con Jerry Lee Lewis, Little Richard e Elvis Presley. Si comincia dall’America, ma ben presto risponde l’Inghilterra con Beatles e Rolling Stones. Basile fa sapere che i dischi li comprava da Consorti in viale Giulio Cesare a Roma dove per la prima volta incontra Carlo Massarini e Paolo Giaccio. Attraverso Radio Luxembourg scopre Jimi Hendrix, Cream, Who e ovviamente non si lascia scappare l’esibizione dei Beatles al Teatro Adriano. In qualche modo Basile diventa un esperto di musica giovane per i giovani, così Alberigo Crocetta, che gestiva il Piper, lo interpellava quando doveva assicurare il contratto a una ancora sconosciuta formazione. Sarà lui a garantire per tipi come Byrds, Manfred Mann, Small Faces e Procol Harum. Nel febbraio del 1967 Basile è al Palasport di Roma per i Who e già lì capisce che il rock, quello vero, non si risolve con un concerto «pulito» e tutti a casa. Infatti, nel corso dell’esibizione ha modo di assistere a un episodio di intolleranza ad opera di Pete Townshend che sferrò una chitarrata in faccia a un incauto pompiere che voleva spegnare dei fuochi artificiali sul palco. 

Basile si guadagna la stima di molti coetanei che lo consideravano uno che la sapeva lunga, perché lui i Rolling Stones prima di vederli a Roma nel 1967 li aveva «scovati» in un locale periferico di Londra già nel 1965. Bella la sequenza fotografica in bianco e nero dove spiccava Brian Jones.

Nel maggio 1968 si tenne al Palasport di Roma il Pop Music Festival dove aderirono una miriade di gruppi pop rock già all’apice del successo. C’erano perfino i Pink Floyd che suonarono quattro brani. Nel libro si può ammirare il manifesto di quello che può ben considerarsi il primo Festival Pop italiano. E appaiono nomi stranieri insieme ai gruppi milanesi Camaleonti e Giganti. Chissà se mai suonarono. I Giganti di sicuro, da una conferma che arriva da uno di loro, Mino Di Martino: «Sì che mi ricordo, anzi ci vergognavamo un po’ di suonare prima o dopo certi notevoli personaggi internazionali». 

Tanto spazio è dedicato a quello che resta uno degli avvenimenti più importanti in fatto di musica nella capitale. Le quattro esibizioni di Jimi Hendrix nel maggio 1968 che Basile non si lascia sfuggire. Ancora oggi ne porta i segni, visto che si è fatto tatuare l’immagine di Hendrix sulla spalla destra. 

Intanto Basile si affaccia al mondo del giornalismo e scrive articoli per Off-Side, rivista principalmente composta da fumetti con le collaborazioni di Crepax e Bonvi. Entra in contatto con i più importanti promoter italiani, in particolare con Franco Mamone che ha portato in Italia i Deep Purple e gestiva gruppi come Premiata Forneria Marconi e Area.

Anche per Carlo Basile arriva la fatidica decisione sul cosa fare da grande. Il padre pensa bene di inserirlo a lavorare in banca, ma un annuncio che la mamma gli porge gli indicherà la via da prendere. Si trattava di un posto a Roma per una grande casa discografica, la Emi. Sarà il mitico Eraldo De Vita a guidare le selezioni e Basile sarà il prescelto. Nelle foto del libro si ammirano personaggi storici di una discografia ormai svanita nel nulla. Basile si occuperà della promozione frequentando i canali tradizionali di Radio Rai, in particolare si fa amico di Arbore e Boncompagni ed entra poi nel mondo di Per voi giovani, la trasmissione musicale per eccellenza. Qui riesce a far passare l’intera facciata di «Atom Earth Mother» dei Pink Floyd e Basile ha anche la fortuna di assistere e seguire le riprese del film «Pink Floyd at Pompei». Sempre per la Emi segue da vicino John Mayall, Ray Charles, Deep Purple e Grand Funk Railroad. E la musica italiana? Basile ricorda il lavoro per gli album dei Nomadi e di Alan Sorrenti e prima di chiudere questa prima parte c’è tempo per descrivere i concerti dei Who al Palaeur e dei Genesis al Piper. Non ci resta che attendere il «Volume 2» dove il Nostro racconterà il periodo passato al servizio della casa discografica Rca e chissà quante altre avventure in nome del Rock.

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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