Riguardando col distacco di una notte di veglia la mia carriera, quel distacco che raramente ci permette di considerare in un microscopico divenire ciò che realmente siamo, per una volta almeno lontano dalle lotte e dalle oscillazioni cui ci costringe la vita, si vede bene che il mio è un agire essenzialmente politico.

Si può essere politici in senso stretto anche non avendo mai espresso posizioni di parte? Certo.

Si deve.

Fare musica e più in generale fare pensiero, altro non è se non il modo più ampio, più profondo e sensato, toccante e utile di fare politica.

Ma fare politica cosa sarà, in sostanza?

Politica è questo svegliarsi alle 5, in estate e trascorrere il residuo della notte a scrivere di politica in senso poetico.

È occuparsi anche delle emozioni altrui, attraverso le proprie.

Accorgersi ad esempio che un anziano è un recluso, senza diritti, e con lui tanti altri, e che presto persino i bambini lo saranno per via della nostra stupida mentalità, in un Paese apparentemente democratico, mentre tu hai libertà di girare nudo per casa a filosofeggiare. Fare politica è accorgersi che le cose non vanno, e non tenerselo per sé solo perché è più sicuro.

In definitiva alle 5 del mattino puoi vedere meglio che se esisti e puoi dire ancora ciò che ti sgorga dal di dentro, è solo perché qualcuno prima di te e per te ha fatto politica sinceramente con la poesia e col teatro, la pittura e la letteratura, il sesso e la musica.

Io l’ho fatta e la faccio con le canzoni.

E con le parole dei testi.

E con quelle dei romanzi.

E con queste che leggi.

E con i dipinti, ridipinti e nuovamente dipinti.

E i concerti, certo.

E le discussioni pubbliche. Le amicizie dibattute. E con l’accorgersi, guardandoti intorno, di quanto poco liberi siamo.

Di quanto condizionabili e impauriti siamo.

E di quanto disperati e soli siamo, al punto di credere alla politica spacciata in tv e sugli ex-giornali, e al punto di credere a quello che esce dalla bocca di pseudo-politicanti, e disperati e soli al punto di non accorgerci che politica è solo fare il bene tuo e degli altri, ma farlo davvero e non per dire.

È una musica interna, al mattino.

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gianCarlo Onorato
gianCarlo onoratoMusicista, scrittore e pittore fuori dagli schemi, ex leader di Underground Life. Ha pubblicato i dischi: Il velluto interiore (1996), io sono l’angelo (1998), falene (2004), sangue bianco (2010, Premio Giacosa), ExLive (2014) con Cristiano Godano, quantum (2017), “quantum Edizione Extra” (2018), ha curato la co-direzione artistica del Tributo a Luigi Tenco come fiori in mare Vol. I (2001) e Vol. II, in “Sulle labbra di un altro” (2011), ed i libri: Filosofia dell’Aria (1988), L’Officina dei Gemiti (1992), L'ubbidiente giovinezza (1999), Il più dolce delitto (2007), “ex-semi di musica vivifica” (2013), La formazione dello scrittore” (2015). Ideatore del Seminario del Verbo Musicato, ha centinaia di concerti alle spalle e un disco, un tour e un nuovo romanzo nel prossimo futuro. giancarloonorato.it

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