Nek si esibisce al “Twiga”: le persone ballano senza mascherina. Polemica sul web e replica di Nek.

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Nek

Atto primo, ciak si gira.
Nek si sta esibendo in giro per il Paese con i suoi live “chitarra e voce”.
Il cantante è solo sul palco, ma il ricavato dei live finisce dritto al fondo “Covid 19 Sosteniamo la musica”, a supporto di musicisti e professionisti del settore. I live sono realizzati nel pieno rispetto delle regole, e annunciati come un piccolo messaggio di ripartenza per il settore.

Atto secondo, ciak si gira.
Lo stesso Nek, rispettoso delle regole e desideroso di apportare un suo personale contributo al settore in crisi, si è esibito ieri sera, 26 agosto, al “Twiga Beach Club”, sfidando apertamente le norme anti – Coronavirus.
Il Twiga è uno stabilimento balneare di Marina di Pietrasanta, di cui è socia anche Daniela Santanché, quella de “la mia discoteca resta aperta”.
Il locale, come tanti altri, aggira abilmente il divieto del Governo del 16 agosto, che sospende le attività di ballo nelle discoteche, lidi, sale da ballo etc, appellandosi alla possibilità di mettere in scena concerti o serate con musica, nel pieno rispetto delle normative anti-contagio, quindi con obbligo di mascherina e distanziamento tra i tavoli.
Ma non è questo quello che è accaduto durante la serata con Nek, come dimostrano le storie Ig che stanno circolando sui social. Le persone ballicchiavano, vicine e senza mascherina, e non di certo “ognuno al proprio tavolo”.

Intanto in Toscana oggi i positivi sono 99, ma le feste continuano.
E nella pagina ufficiale del cantante si susseguono i commenti infelici per la serata di ieri sera.

Atto terzo, ciak si gira.
Il cantante spiega come sono andati i fatti, esprimendo il suo rammarico per la leggerezza compiuta. Nek: Mi sono preso qualche tempo per rispondere con la calma necessaria su quello che è successo, perché non voglio che passi un’immagine di me che non corrisponde a chi sono. Mi trovavo con la mia famiglia a una cena nello stabilimento dove ho passato (come ogni anno) l’estate, sempre nel pieno rispetto di tutte le regole. Una cena privata all’aperto per i soli clienti dello stabilimento, che ho trascorso seduto al tavolo con i miei congiunti.

Il deejay ha alzato il volume su una mia canzone e mi è stato chiesto di accennare un paio di pezzi (non un concerto), ho accettato amichevolmente l’invito a prendere il microfono. Ho commesso una leggerezza: la musica crea aggregazione, le persone hanno cominciato a farsi prendere dall’entusiasmo e, anche se l’evento era privato, sarebbe stato meglio non accettare e non prenderlo quel microfono.

Ho passato questa estate facendo dei piccoli concerti nel pieno rispetto delle regole di distanziamento a tutela della salute di tutti.
E da lì non mi schiodo, la priorità è sempre quella”.

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