Tenet

Spionaggio d'azione e guerra alla Nolan: metafisico, geometrico e in inversione

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Tenet
di Christopher Nolan
con John David Washington, Robert Pattinson, Elizabeth Debicki, Dimple Kapadia, Aaron Taylor-Johns

Mentre scrivo questa recensione di Tenet sono nel presente: quando la leggete voi siete nel futuro. Quindi ho parlato al futuro. Se uno di voi mi avesse scritto per contestare la recensione di Tenet prima che la scrivessi allora costui avrebbe parlato a me dal futuro. Ora, immaginate un cattivo oligarca russo depresso che a furia di trafficare col plutonio scopre uno spazio interattivo per trafficare verso il futuro e dal futuro. Immaginate che gli diano dal futuro armi che, un po’ come gli elettroni che vanno indietro nel tempo, funzionano a inversione, una cosa tipo un proiettile che dal bersaglio torna alla pistola. Immaginate che il cattivo russo suicida lavori per qualcuno che dal futuro è stufo di noi, dell’inquinamento, del riscaldamento globale eccetera, e ci vuole distruggere prima che distruggiamo il suo mondo (ci siete abituati, dopo tutti i Terminator…). Immaginate l’inversione applicata al mondo: l’umanità attuale disintegrata. Ecco: l’agente specialissimo chiamato il Protagonista (Washington) viene dato per morto e arruolato nella struttura Tenet per salvare il mondo, entrando e uscendo dalle inversioni temporali accompagnato dall’agente Pattinson. Niente in stile macchina del tempo al cinema, più in stile Inception o Interstellar, ovvero l’applicazione di teoremi complessi a schemi d’azione: azione frenetica in tempi ridotti (si respira con mascherine d’ossigeno a polmoni in inversione) con coreografie di lotta e di combattimento diritte e rovesciate, una specie di film alla James Bond molto calligrafico che non si svolge solo qui e là ma anche prima e dopo, con attori che corrono e parlano all’indietro come negli incubi di David Lynch in un fiorire di macchine lanciate in retro, bombe che implodono, personaggi che incontrano se stessi sotto una musica a martello e alcuni dialoghi rovesciati. Aggiungete che forse Tenet non è solo la struttura che arruola l’agente, ma addirittura il problema stesso. Tenet è un palindromo, una parola che si legge allo stesso modo da sinistra a destra e viceversa. Nel Quadrato del Sator (rinvenuto in vari luoghi dell’antichità, dal messaggio ancora misterioso) la parola Tenet è centrale ed è ottenuta incrociando altre due parole, Sator e Arepo, che invertite diventano quattro e si leggono Rotas e Opera. Ebbene, nel film Tenet il quadro di un certo Arepo porta a un attentato all’Opera e poi sulle tracce del cattivo Sator e via così. Uno dei posti in cui il Quadrato del Sator è stato trovato è Pompei e  Pompei viene sfiorata da Nolan nel film. Il sogno di Nolan forse è di chiamarsi Nolon, palindromo, leggibile avanti e indietro, per dritto e per rovescio. C’è in giro un vago sapore di Matrix: forse il mondo sembra in un certo modo, ma in realtà è come si vede nei film di Nolan…

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