Springsteen e il suo “Magic Trick”: a Bergamo il primo raduno post-Covid

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Non poteva che ripartire da Bergamo la “vita”, ovvero la musica, la gioia di stare insieme, di rivedere gli amici, di incontrare nuova gente. Non potevamo ricominciare a vivere se non da Bergamo, la splendida città simbolo – suo malgrado – della più  grande tragedia umana dalle Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Il merito di questa straordinaria iniziativa va a “Noi & Springsteen”, un manipolo di professionisti lombardi che da quattro anni portano a Bergamo la musica di Bruce Springsteen, cantata, suonata e raccontata da appassionati veri del Boss. Alberto Lanfranchi, Saverio Ceravolo, Luca Lanfranchi e Alberto Cantù, ottimamamente coadiuvati dalle magnifiche Laure (Merletti e Beretta) anche quest’anno, nonostante le difficoltà legate al lockdown, hanno messo su una giornata memorabile dedicata al culto del Boss, radunando a Bergamo i nomi più importanti della stampa e delle tribute/cover band springsteeniane. E come se non bastasse, quest’anno hanno realizzato anche il primo contest italiano interamente dedicato a Bruce. Da Massimo Cotto a Gino Castaldo (intervenuto via telefono perché bloccato sull’autostrada del Sole), da Leonardo Colombati a Claudio Trotta (promoter e fondatore di Barley Arts), sul palco del Seminarino (il bellissimo teatro situato nella parte alta della Città), tutti gli intervenuti hanno raccontato il loro rapporto con l’artista americano, il trucco magico che li ha fatti appassionare al rocker del New Jersey. In apertura di giornata anche il comico Antonio Ornano ha portato il suo contributo.

Nel pomeriggio,invece, l’attesissima finale della prima edizione di Cover Me, il primo e unico contest in Italia (e forse in Europa) dedicato alle rivisitazioni di brani di Bruce Springsteen. I dieci finalisti, selezionati dallo staff di Noi&Springsteen, da una giuria di addetti ai lavori e dal pubblico che poteva votare collegandosi al sito (www.noiespringsteen.com), hanno rielaborato alcuni dei brani più popolari di Bruce, da “New York City Serenade”(vincitore del Premio della Critica nel l’interpretazione che ne ha dato Roberta Finocchiaro) a “Dancing in the dark” che nella controversa esibizione di Renato Tammi pure si è aggiudicata il primo premio (1.500 euro) forte soprattutto del sostegno del pubblico che ha seguito da casa via streaming la manifestazione. Alla fine comunque grandi complimenti a Tammi che ha rischiato moltissimo stravolgendo  una delle canzoni più amate di Bruce, facendo storcere la bocca a molti ma portamdo a casa la targa del vincitore e l’assegno da 1.500 euro. Al secondo posto, la Famiglia Roberts, un ensemble di vari musicisti capitanati da Lorenzo Semprini, che ha portato sul palco una versione molto interessante di “Highway Patrolman” cantata per metà in inglese e metà in italiano con un inserto rap a cura di Zona Mc (Stefano Mularoni) che ha ottimamente tradotto e riprodotto la storia dei fratelli Roberts. Terzo posto, e mia personale menzione speciale per Tommaso Imperiali, chitarrista e cantante ventunenne che si esibiva da solo per la prima volta e che ha tradotto e adattato ci grande senso de ritmo, dell’assonanza il brano “The Promised Land” altro caposaldo della produzione Springsteeniana. Tommaso ha dimostrato di avere grande talento e altrettanta personalità presentandosi con la sola chitarra sul palco e tante belle nuove idee. L’augurio che possiamo e vogliamo fargli è quello di continuare a coltivare entrambe dedicandosi anche alla composizione di brani originali. La stoffa c’è.
Alla fine applausi per tutti e appuntamento rilanciato per l’anno prossimo, con la seconda edizione di Cover Me e nuove proposte legate alla musica del Boss…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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