Gli 80 anni di Pippo Franco, da Billy Wilder al Bagaglino

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Pippo Franco

«I comici diventano tali per superare una sorta di emarginazione». In questa frase, pronunciata da Pippo Franco durante un’intervista televisiva nel 2017, c’è tutta l’essenza di questo artista che oggi compie 80 anni e che, nel corso della sua lunga carriera, ha saputo destreggiarsi con uguale successo fra musica, cinema, teatro e televisione.

La vita di Pippo Franco è da subito in salita: nato nel pieno della Seconda guerra mondiale, di fatto non conosce mai il padre, prima prigioniero degli inglesi e poi morto in giovane età poco dopo la liberazione. Un episodio che chiaramente segnerà tutta la sua esistenza.

La pittura, complice gli studi al liceo artistico, è il suo primo amore, ma è con la musica che, negli anni ’60, Pippo Franco tenta di farsi strada nel mondo dello spettacolo. Nel 1969 partecipa anche al Cantagiro in coppia con Gabriella Ferri, amica e collega con la quale spesso lavorerà nel corso degli anni. La canzone, La licantropia, non riscuote però grande successo.

Nel frattempo ottiene le prime parti al cinema in alcuni musicarelli e, alla fine del decennio, lavora al servizio di grandi registi che rispondono al nome di Luigi Magni (Nell’anno del Signore), Dino Risi (Il giovane normale) e Luciano Salce (Basta guardarla). Nel 1972 lo chiama addirittura Billy Wilder per un ruolo in Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?: l’avventura oltreoceano, per quanto prestigiosa, non avrà però seguito.

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Negli anni ’70 Pippo Franco alterna prevalentemente cinema e televisione. Il piccolo schermo, grazie a programmi come Dove sta Zazà, Mazzabubù e Bambole, non c’è una lira, diretti da quel grande maestro che era Antonello Falqui, lo fa conoscere a tutti gli italiani. La consacrazione, nel 1980, è Scacco matto, programma del sabato sera abbinato alla Lotteria Italia. Piace, di Pippo Franco, la sua comicità, ma anche quell’aspetto da perdente nei cui occhi brilla sempre un barlume di malinconia.

Al cinema, giocoforza, si ritrova invischiato nel girone della commedia sexy tanto in voga in quegli anni: titoli quali Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda tutta calda e Giovannona Coscialunga disonorata con onore hanno segnato un’epoca, anche se non posso essere definiti dei capolavori. Sul grande schermo, quelli, sono i suoi anni migliori: i suoi film sbancano il botteghino e diventano negli anni a venire a loro modo dei classici grazie alla televisione. Pensate a Zucchero, miele e peperoncino o a Ricchi, ricchissimi… praticamente in mutande: replicati a nastro, sono film di culto che strappano sempre più di una risata.

Pippo Franco è all’apice della fama e decide di sfruttare la sua popolarità anche nel mondo della musica. Il filone è quello delle sigle televisive o delle canzoni per i giovanissimi ed il successo è immenso. Fra il 1977 ed il 1983 domina le classifiche con Isotta, Mi scappa la pipì papà, La puntura, Che fico e Chi chi chi co co co. Tutta l’Italia canta le sue canzoni.

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Il 1984 è un anno chiave per Pippo Franco. Pinocchio Chiò è il suo ultimo grande successo discografico, mentre Due strani papà segna di fatto l’addio al grande schermo per il comico romano, nell’occasione in coppia con Franco Califano. Negli anni a venire la sua carriera si concentrerà quasi esclusivamente su teatro e televisione.

Sono gli anni del Bagaglino e dei programmi dal Salone Margherita. Il successo è enorme, per quanto la qualità non sia altissima. La satira politica, fulcro di questi varietà che richiamano per molti versi l’avanspettacolo, è all’acqua di rose e non a caso i politici non disdegnano la passerella su un palco che regala comunque grande popolarità. Il talento di Pippo Franco (e dei suoi compagni d’avventura, come Oreste Lionello e Leo Gullotta) è intatto, ma il contesto è tutt’altro che entusiasmante. Discorso simile si può fare per La sai l’ultima?, altro programma di grande successo che Pippo Franco conduce per diversi anni. Un’innocua gara fra barzellettieri, che alla fine si ricorda proprio per la conduzione del comico romano.

Negli ultimi anni Pippo Franco ha alternato in prevalenza cabaret e teatro, raccogliendo in giro per l’Italia l’affetto di un pubblico che non lo ha mai dimenticato. Resta da dire della sua vita privata: sposato due volte, ha avuto tre figli. Uomo di grande spiritualità, credente convinto, ha tentato in un paio di occasioni anche la strada della politica, senza grande fortuna.

Oggi compie 80 anni e vogliamo ringraziare Pippo Franco per le tante risate che ci ha regalato nel corso della sua lunghissima carriera.

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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