Komatsu San tra trap, elettronica e lotta all’omotransfobia

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Abbiamo incontrato Aldo Gambarini, in studio e sul palco Komatsu San, artista bergamasco sospeso tra pop, underground ed elettronica. Il suo nuovo singolo “XrightX” è molto diverso dal precedente, “Switchblade”, una cavalcata elettronica piena di energia. “XrightX” è quasi trap, è decisamente breve (un minuto e 48 secondi!) ed è disponibile su Spotify e sugli altri siti musicali.

Come è nato il tuo nuovo singolo?
“XrightX” è nato in un contesto giocoso e casuale. A settembre 2020 sarebbe dovuto uscire “Violent City”, pezzo dubstep che è stato pubblicato in anteprima qualche mese fa nella compilation Electrowave di Lil Electrocardiogram. Mi sono però reso conto di voler far uscire qualcosa di simpatico e semplice, una canzone che faresti se non fai musica per lavoro. Sono rimasto stupito dalla spensieratezza e la naturalezza con cui ho prodotto e registrato “XrightX” e ho deciso di darle la precedenza.

Cosa racconta il testo?
Il testo di “XrightX” è uno di quelli che non capisci se è serio o ironico, e la cosa preoccupante è che non lo so neanche io che l’ho scritto. Diciamo che è un testo da cui traspare una forte vena ironica ma al contempo parla per me in qualche modo un po’ contorto.

Le sonorità come le definiresti? Pop trap elettronico?
“Pop trap elettronico” è una definizione fin troppo avant-garde per definire “XrightX”… Trovo sia un pezzo spassionatamente trap dal retrogusto cloud rap.

Quanto è diverso dalle tue recenti produzioni?
È sicuramente diverso ma nemmeno troppo, lo scheletro trap di “XrightX” è condiviso da altri miei pezzi, anche se sviluppato in modo totalmente differente.

A cosa stai lavorando adesso?
Mi sto dedicando all’organizzazione di un evento molto particolare oltre che a nuovi pezzi che usciranno man mano. Non posso sbottonarmi troppo, ma di cose che bollono in pentola ce ne sono un bel po’.

Ti senti più pop o più alternativo / underground come artista?
Proprio come la mia identità di genere, diciamo che mi sento in oscillazione fra una cosa e l’altra. Mi piace il pensiero di poter trovare del bello in entrambe e non sentirmi in obbligo di scegliere cosa essere. Un giorno mi alzo pop, il giorno dopo underground.

Komatsu San nasce anche per abbattere ogni barriera di genere… è una battaglia che stiamo vincendo ? Oppure, in un periodo di crisi come questo, gli stereotipi vincono sulla libertà?
La lotta contro le barriere di genere e l’omotransfobia è un argomento molto complicato e che affronto ogni giorno sia nella vita reale sia sui social network perché mi tocca molto da vicino. Siamo ancora in alto mare per via dei rimasugli del retaggio culturale cattolico/machista bomberista che ancora influenza tanti miei coetanei. Sono però felice di mettere anche soltanto in dubbio lo stigma che circonda la questione, e non posso essere più felice quando qualcuno cambia idea dopo aver avuto una discussione con me.

La scena “indie dance pop elettronica italiana” di cui fai parte come la vedi? È in crescita ? Chi la vuol scoprire come può fare?
Non ascolto molta musica simile a quella che faccio io, quindi non mi sentirei di consigliare da dove iniziare, se non dalle playlist editoriali di Spotify che in genere sono un ottimo punto di partenza per qualsiasi cosa. Quello che so è che l’indietronica italiana non è ancora mainstream ma a giudicare dai numeri lo diventerà presto.

Cosa ti piace nell’universo musicale pop contemporaneo?
La grandissima creatività che permea le produzioni. Ci si sta lasciando indietro il concetto di “stagione” nella quale va di moda un genere o uno stilema fino alla stagione successiva a favore di una ricerca sempre più smaniosa dell’originalità, dell’unicità in quanto artisti, sia estetica che musicale.

C’è qualche artista a cui ti ispiri? Quali sono i tuoi miti / riferimenti artistici non solo musicali?
Musicalmente trovo la mia ispirazione maggiore negli artisti molto audaci e imprevedibili come Skrillex e Dorian Electra, invece al di fuori della musica ammiro e prendo costantemente come esempio Takeshi Kitano, Demna Gvasalia e Shintaro Kago.

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Giornalista & comunicatore (o viceversa), Lorenzo Tiezzi sta online più o meno tutto il giorno. Il sito della sua agenzia è www.lorenzotiezzi.it, il suo clubbing blog AllaDiscoteca.com. All'attività di comunicatore affianca quella di giornalista freelance. Scrive di tendenze, musica, nightlife, ovvero, riassumendo all’osso, di amenità. Fiorentino, classe ‘72, si è laureato in Dams Musica nel 1996. Prima di dedicarsi a giornalismo e comunicazione ha lavorato in tv come coautore e curatore (Tmc2, Mtv) e in teatro come direttore di palco. Appassionato di arte, vino e sport, nel novembre 2013 ha corso la sua prima maratona e punta tutto su un tempo improbabile (3h e 30’’).

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