Favino a Venezia:”Salvini? Noi non l’abbiamo invitato. Il film non è manipolabile”

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Piefrancesco Favino

Questa sera alla Mostra del Cinema di Venezia è in programma la premiere di Padrenostro (di Claudio Noce), con protagonista Pierfrancesco Favino, primo film italiano in concorso.
L’attore, nel rispondere a un giornalista, ha commentato la presenza del leader della Lega Matteo Salvini alla proiezione del film.
Salvini? Spero che non sia un viaggio a vuoto. Vedendo il film si capisce che non è pro poliziotti, così come non è pro Nap, ma è una storia di bambini e di figli. Conosciamo la capacità di Salvini di essere al centro, è un bel segnale per il film, ma non credo in questo caso ci sia possibilità di manipolazione. Io non ho invitato Salvini, ma nessuno di noi ha il diritto di impedire di essere spettatore di un film”.

Un colpo andato dunque vuoto per Salvini, che sperava evidentemente di poter strumentalizzare il tema del terrorismo per fini politici.

Il regista ha tratto ispirazione per il film dalla sua storia autobiografica e quella del padre, bersaglio di un attentato terroristico nel 1976.

«Questo film è una lettera a mio padre, per dirgli perché ho paura ancora oggi», dice Noce, cresciuto con l’incubo che i terroristi tornassero a finire il lavoro. Favino incarna quel padre, Alfonso Noce, «nel quale ho riconosciuto anche il mio, quei padri di una volta che non ti abbracciavano, non mostravano sentimenti, non piangevano perché se lo avessero fatto sarebbero stati “meno maschi” e tu dovevi capirli così, carpirne le emozioni di nascosto. Non ho rancore per quei genitori, era un loro modo di proteggerci»

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