Artisti duri dopo il pestaggio di Willy Moteiro

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MarcoSono diversi gli appartenenti al mondo dello spettacolo che hanno espresso un durissimo giudizio sul recente fatto di cronaca che ha visto coinvolto un giovane di origini capoverdiane di soli 21 anni, pestato a morte a Colleferro nella notte tra il 5 e il 6 settembre.

Ermal MetaTiziano Ferro, Ghali e molti altri hanno chiesto a gran voce che venga fatta giustizia, in un momento storico in cui sembra sempre più evidente la contrapposizione tra popoli e la lotta continua e costante contro il diverso sta esasperando il  clima d’opinione e non solo.

Uno dei primi a prendere una posizione sulla vicenda è stato Ghali sottolineando che lui per primo si è trovato in situazioni simili: «È un problema ricorrente nel nostro paese e mi ha fatto tornare in mente alcuni episodi della mia vita in cui l’ho scampata per un pelo».

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Giustizia per Willy Monteiro Duarte. 21 anni, era intervenuto per calmare una rissa ed è stato pestato a sangue fino a non respirare più. Willy è stato ucciso dall’ignoranza, dall’odio, dal razzismo e dagli ideali di 4 ragazzi del quale i familiari hanno risposto dicendo: “era solo un immigrato”. È un problema ricorrente nel nostro paese e mi ha fatto tornare in mente alcuni episodi della mia vita in cui l’ho scampata per un pelo, in cui aspetti che si stanchino di tirare calci e pugni, in cui chiedi pietà e il perché sperando di riuscire a rialzarti da terra. I veri criminali sono altri, i veri atleti sono altri. Gli occhi di Willy sono altri. Gli occhi della nuova generazione, di chi è stanco di fare a pugni, di chi cerca altro, di chi a differenza mia e dei miei coetanei non ha bisogno di ribadire dei concetti basilari come quelli sulla violenza. Che questo sia l’ennesima sveglia per quanto sia inimmaginabile il dolore dei suoi cari. È così egoista fare di una tragedia una lezione ma infondo spero che lo sia per tutti. Siamo stanchi, il pentimento tardivo non serve a nulla in casi come questo. Giustizia per Willy 🤞🏽 #giustiziaperwilly

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Si sono detti senza parole Eros Ramazzotti Tiziano Ferro, mentre Irama ci ha tenuto a diffondere i riferimenti che il comune di Paliano per la raccolta fondi a favore della famiglia Monteiro.

Toccante anche la lettera che il cantautore italo-albanese ha scritto al giovane, pubblicata sui suoi profili social, in cui lo ha immaginato alle porte del paradiso in attesa di poter entrare: «La miseria è come le erbacce. Se non ce ne curiamo alla fine crescerà così tanto da tirarci le travi dei soffitti sulla testa, seppellendoci abbracciati alla nostra finta sicurezza» ha scritto, condannando duramente il continuo clima d’odio in cui il nostro Paese vive ormai da diverso tempo. «Abbi cura di te Willy e non avere paura. Lì dove sei tu non è mai buio e nessuno può spegnere i lampioni» ha concluso.

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Caro Willy, Sarai seduto ad aspettare di entrare anche tu insieme agli altri. Un uomo che non conosci starà verificando che sia veramente tu. Purtroppo sei tu. Tra poco si apriranno le porte e tu potrai entrare fra l’incredulità di tutti. Ti daranno un ruolo importante, forse farai sorridere quelli che come te sono saliti troppo presto, magari per premiarti ti daranno pure le ali. Probabilmente ti occuperai dei bambini scomparsi in mare, di tutti quelli che sono stati perennemente invisibili, di quelli che come te cercavano di farcela in questo mondo pericoloso che ci siamo costruito qui giù. Caro Willy, i primi giorni sarai un po’ arrabbiato a causa della confusione. È normale, probabilmente volevi solo tornare a casa e invece sei finito altrove. Qualcuno direbbe un posto migliore, ma tu non ci crederai, almeno all’inizio. Poi un giorno incontrerai qualcuno che ti conosceva qui giù che ti dirà: “ehi Willy! Ti ricordi di me?” Tu gli risponderai di no, ma sempre con il tuo sorriso e in quel momento ti dimenticherai di abbassare ogni lo sguardo in direzione della tua vecchia casa, della tua vecchia vita. Non c’è nessun pericolo per te adesso Willy, ma noi siamo ancora in pericolo. Lo siamo di più quando pensiamo che non ci possa toccare da vicino, perché è già vicino, è incredibilmente vicino. La miseria è come le erbacce. Se non ce ne curiamo alla fine crescerà così tanto da tirarci le travi dei soffitti sulla testa, seppellendoci abbracciati alla nostra finta sicurezza. Abbi cura di te Willy e non avere paura. Lì dove sei tu non è mai buio e nessuno può spegnere i lampioni.

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Il post di Emma:

Il post di Alessandra Amoroso:

Il post di Marco Mengoni:

Particolarmente emozionanti anche le parole di Elisa rivolte al giovane Willy:

Caro Willy, è il tuo sorriso a spiegare tutto.Non ti ho conosciuto, ma chi sapeva sorridere così all’età che avevi,…

Pubblicato da Elisa su Mercoledì 9 settembre 2020

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