10 settembre 2005, il primo Campovolo. Il giorno dei giorni, 15 anni dopo

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Oggi ricorre una data storica per i fan di Ligabue: esattamente 15 anni fa, il 10 settembre 2005, al Campovolo di Reggio Emilia, Luciano registrò il record europeo di biglietti venduti per il concerto di un singolo artista. Furono 165.264 gli spettatori paganti che raggiunsero la città emiliana per quello che è stato il primo concerto del rocker di Correggio nell’aeroporto di Reggio.
E non sembra un caso che proprio stasera, dalla nuova e deserta RCF Arena Campovolo Luciano presenterà il suo nuovo singolo, La ragazza dei tuoi sogni.

In occasione di questa ricorrenza vogliamo rivivere quel concerto tramite i racconti e i ricordi di alcuni di noi anche se, come ha sempre detto Luciano… chi c’era SA!

Cristina Scarasciullo
Quando venne annunciato il primo grande concerto di Ligabue a Campovolo era passato un mese esatto dal mio ottavo compleanno. Sì, ottavo. E può sembrare strano che una ragazzina di otto anni amasse tanto un cantante come Ligabue, ma Luciano è entrato nella mia testolina quando ne avevo appena tre e non è mai andato via. Comunque, dicevamo, era il 16 giugno del 2005 quando Luciano annunciò questo mega concerto evento e io ne sentii parlare per la prima volta dalle animatrici del campo estivo che frequentavo allora. Chiesi a mio padre di portarmici (anche perché non avevo la benché minima idea di dove fosse Campovolo) ma la sua risposta fu un secco NO. Per settimane, continuai a sentire le ragazze più grandi parlare di quel concerto, mentre io non riuscivo a schiodare mio padre dalla sua posizione. Le provai tutte, ma non ci fu verso. Ed era fuori discussione che ci andassi da sola: insomma, avevo otto anni! Promisi, due giorni prima del concerto, all’ennesima risposta negativa di mio papà, che appena compiuti 18 anni mi sarei regalata un Campovolo, anche da sola. Anche se ancora quella promessa non l’ho mantenuta… ma questa è un’altra storia.

Claudia Assanti
Il mio ricordo piu nitido del primo, storico Campovolo è il servizio del Tg1 che, dall’elicottero, mostra la distesa infinita di persone pronte a cantare e divertirsi insieme.
Gli occhi incantati di una ragazzina che ancora non sapeva tante cose. Ma soprattutto non sapeva che, in quel campo apparentemente anonimo, avrebbe vissuto poi alcune delle serate più belle della sua vita. Il mio primo Campovolo è così, a distanza, guardato con nostalgia, affetto e voglia di esserci. Dopo 15 anni è ancora tutto lì, nella mente e nel cuore di chi c’era, ma anche di non c’era . Campovolo resta “il luogo delle feste” e l’amore e la passione delle persone hanno reso un semplice campo qualcosa di magico, di non paragonabile a nessun altro luogo. Il caldo della pianura padana, il sole cocente …Tutto per arrivare alle 21, quando tutto si accende e la stanchezza svanisce. “A volte le magie succedono”… E la musica ci riesce, sempre.

Mattia Luconi
Ricordo con estrema tenerezza il primo Campovolo. Era il 10 Settembre 2005, un sabato. Avevo appena iniziato la quinta superiore e, non essendo ancora maggiorenne, contrattai duramente la prima assenza scolastica con i miei genitori. Quando hai 17 anni poi, la tratta Torino – Reggio Emilia può sembrare molto più lunga di quella che in realtà è. Ricordo perfettamente il tragitto: partenza alle 3 del mattino, arrivo a Reggio alle 6. Non era il mio primo concerto di Luciano, avevo alle spalle un già un paio di date con il tour di Fuori come va? e almeno 3 raduni del fan club. Ma Campovolo non è mai stato un concerto come tutti gli altri.
A distanza di 15 anni posso dire che il pubblico di Luciano oggi è “abituato molto bene”: ha avuto modo in più occasioni di vedere il rocker di Correggio con le sue band storiche e di ritrovarsi ad eventi di questo tipo, ma nel 2005 niente di tutto questo era stato mai fatto. Non solo per le dimensioni e la quantità di gente (fu infatti il concerto del 2005 con più biglietti venduti al mondo), ma anche perché prima di quel momento Luciano non aveva mai suonato sul palco con tutte le band della sua carriera.
Ho bene in mente la sensazione che provai quando entrai nell’area concerto: eravamo circondati. Per chi non se lo ricorda, Luciano suonò su quattro palchi, uno per ogni set, posizionati in punti strategici che coprivano completamente tutto il pubblico.
È stato il concerto che ha lanciato Nome e Cognome e, successivamente, uno dei tour più interessanti della carriera di Ligabue: club, palazzetti, stadi e teatri, tutto nello stesso anno.
Di quel concerto si è detto di tutto: dai problemi di audio che ci sono stati, ai ladri che sono entrati in casa di Luciano durante la serata. Probabilmente non è stato perfetto, o comunque è stato molto più lontano dalla perfezione rispetto ai successivi grandi eventi organizzati dal suo staff. Ma quel che maggiormente ricordo non sono i problemi di audio o di logistica, quel che maggiormente è rimasto dentro di me è lo stupore e la meraviglia di un 17enne che, per un giorno, si è ritrovano al centro del mondo (o per lo meno d’Europa).

Andrea Giovannetti
L’appuntamento, con altri quattro amici, era alla Stazione Termini di Roma. Il programma prevedeva macchina in affitto e guidare fino a Reggio, destinazione Campovolo. Noi, giovani e inesperti delle cose del mondo, non avevamo fatto i conti col fatto che con la Postepay una macchina non la noleggerai mai, quindi abbiamo dovuto ripiegare sul primo treno con destinazione Reggio Emilia e all’arrivo prendere un taxi che ci portasse nel nostro sperduto B&B sulle colline emiliane.
Siccome era già notte fonda io e il mio amico Cesare abbiamo pensato bene di posare solamente i bagagli e tornare subito a Reggio con lo stesso taxi con cui eravamo arrivati per farci lasciare di fronte ai cancelli di Campovolo, pronti per essere tra i primi ad entrare al momento dell’apertura. Abbiamo dormito all’addiaccio, sull’erba e senza uno straccio di sacco a pelo o di coperta, ma è una pazzia che a 21 anni e per un concerto che profuma di storia puoi fare senza problemi, ne valeva tutta la pena del mondo.
Il sole inizia a fare capolino dal buio, i cancelli si aprono e scatta la corsa per accaparrarsi il posto migliore, nel pit riservato al fu Bar Mario, nell’area più vicina al palco “main”.
La sensazione una volta entrati è stata pazzesca: nessuno di noi aveva mai visto una struttura simile, così enorme, con ben 4 palchi a circondare un’area immensa per un concerto.
Il resto è fatto di attesa in una giornata passata con gli amici del vecchio Borgo, tra chiacchiere, vino, la diffusione alle 12 della versione voce e chitarra de La canzone del sole suonata da Luciano per omaggiare Lucio Battisti, i live di Elisa ed Edoardo Bennato (fantastici) in attesa delle nove di sera.
Certo, si può dire senza ombra di dubbio che quando è partita Libera nos a malo e si sono spente le casse del palco di fronte a cui eravamo in tanti ci siamo chiesti “cosa sta succedendo?” e di certo un po’ di delusione c’è stata, visto che quei quaranta minuti si sono sentiti a malapena, essendo totalmente dall’altra parte dell’area, però nonostante i problemi di audio l’organizzazione è stato letteralmente impeccabile e ognuno di noi si è sentito parte di un evento unico, storico, che è entrato nel Guinness dei primati e ci è rimasto per ben 12 anni.
Il ritorno, per la cronaca, è stato da odissea: in 6 stipati dentro un pickup neanche ricordo di chi, per tornare a quell’assurdo B&B, prenotato chissà da chi e chissà perchè a casa di dio, stanchi, devastati, ma felici di aver scritto la storia insieme a Luciano e coscienti che quei ricordi sarebbero rimasti nei nostri cuori e nei nostri occhi per sempre.

Questa la scaletta del concerto:
1. Il giorno dei giorni
2. I “ragazzi” sono in giro
3. Hai un momento, Dio?
4. Vivo, morto o x
5. Marlon Brando è sempre lui
6. L’odore del sesso
7. Eri bellissima
8. Sulla mia strada
9. A che ora è la fine del mondo?
10. Sogni di R&R
11. Non è tempo per noi
12. Sono qui per l’amore
13. Libera nos a malo (con intro del Coro Monte Cusna)
14. Bambolina e barracuda
15. Sarà un bel souvenir
16. Bar Mario
17. Lambrusco & popcorn
18. Ho messo via
19. Salviamoci la pelle!!!!
20. Una vita da mediano
21. Il giorno di dolore che uno ha
22. Piccola stella senza cielo
23. Questa è la mia vita
24. Happy hour
25. Tutti vogliono viaggiare in prima
26. Balliamo sul mondo

27. Tra palco e realtà
28. Ho perso le parole
29. Certe notti
30. Urlando contro il cielo
31. Leggero

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