Marco Masini a Udine: un concerto tra piano, voce e 30 anni di carriera (racconto e scaletta)

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Si è chiusa ieri sera al Castello di Udine con il concerto di Marco Masini la rassegna Udine vola, dopo il forzato spostamento di 10 giorni del live causa allerta meteo che aveva colpito la città friulana a fine agosto.
Dopo una doverosa introduzione da parte di un rappresentante dei lavoratori dello spettacolo che ha “semplicemente” chiesto, a nome dei propri colleghi, di poter tornare a lavorare e ha ancora una volta ricordato al pubblico che questi spettacoli sono possibili grazie all’impegno e al lavoro quotidiano di decine di persone, Masini sale sul palco per aprire la serata con Il confronto, brano presentato all’ultimo Festival di Sanremo.

Quello di ieri sera è stato un concerto diverso, ma molto intimo e altrettanto bello. Diverso perchè Marco era solo sul palco, lui, la sua voce e il suo pianoforte, niente di più. A “colorare” alcune canzoni solo qualche sequenza con arrangiamento molto minimale. Diverso perchè le normative attuali hanno imposto a tutti di stare seduti e distanziati, dall’inizio alla fine senza eccezioni, senza poter abbracciare il proprio partner o correre sotto il palco per gli ultimi brani. Intimo perchè a causa del Covid la capienza era contingentata e sembrava quasi di essere in un ipotetico giardino di Casa Masini, ad ascoltare la storia della sua vita e sentire come sono nate le sue canzoni.
E qui viene il bello: due ore che sono letteralmente volate via, tra aneddoti e canzoni, racconti di vita e di carriera artistica, partendo da ancora prima della pubblicazione del primo singolo, con una bella storia forse sconosciuta ai più.
Siamo nel 1986, Marco è un ragazzo che lavora nello staff di Giancarlo Bigazzi, storico produttore e paroliere. Gli propone i suoi provini ma vengono sempre scartati, ancora non lo convincono più di tanto. Però siccome nel gruppo di lavoro è quello più intonato di tutti, si trova a fare da voce guida per il provino di una canzone che l’anno dopo andrà al Festival di Sanremo. Il brano è Si può dare di più, con cui Morandi, Ruggeri e Tozzi stravinsero il Festival 1987 e che diventa un evergreen, oltre che l’inno della Nazionale Cantanti.
Da quel provino Morandi e Mario Ragni (all’epoca capo della CGD) iniziano ad interessarsi di questo giovane cantautore, ma la vera svolta arriva nel 1989, quando suonando al piano Marco inventa un bel giro armonico, su cui mette un testo nel classico inglese maccheronico, per dare una linea guida di melodia. Da lì, con l’aiuto di Beppe Dati, nasce Disperato, ed è l’inizio di tutto: dal trionfo a Sanremo tra le nuove proposte nel 1990 ad oggi, trent’anni dopo al Castello di Udine, ad ascoltare Si può dare di più cantata da lui come nel provino di 34 anni fa e una strofa di Disperato in quel fake english con cui era nata, prima di continuare con la versione che tutti conoscono.

Tra un successo e l’altro, come L’uomo volante (vincitrice del Festival 2004), Cenerentola innamorata, la perla Dal buio, Masini lascia spazio anche ad una delle sue collaboratrici, Federica Camba, grinta da vendere e voce che ricorda molto le frequenze di quella del cantautore toscano, che prima presenta il suo nuovo singolo Facci caso e poi duetta con Marco sulle note di Che giorno è, scritta da loro due insieme a Daniele Coro e presentata a Sanremo 2015.

L’ultima parte di concerto è una carrellata di hit: Ci vorrebbe il mare…, Le ragazze serie, Caro babbo, per chiudere con una versione di Vaffanculo piano e voce davvero inusuale e particolare, lontana da quel rock a cui siamo sempre stati abituati nei live con la band.
Bis d’obbligo con altri due evergreen, T’innamorerai e Bella stronza, per chiudere due ore in cui, oltre ad aver ascoltato alcuni dei suoi successi in una veste nuova, intima e particolare, siamo entrati anche un po’ nella sua vita, grazie ai suoi racconti, aneddoti e storie.
L’augurio che facciamo a noi e a lui è che i festeggiamenti che erano previsti per quest’anno (tour teatrale più grande concerto-evento all’Arena di Verona) si possano regolarmente tenere il prossimo anno, per poter celebrare degnamente i trent’anni di carriera di uno degli artisti più amati dal pubblico.

Ecco la scaletta del live di ieri sera:
1. Il confronto
2. Si può dare di più
3. Disperato
4. L’uomo volante
5. Io ti volevo
6. Cenerentola innamorata
7. Dal buio
8. Malinconoia / Principessa
9. Facci caso (Federica Camba)
10. Che giorno è (con Federica Camba)
11. Non è così
12. Ci vorrebbe il mare…
13. Le ragazze serie
14. Caro babbo
15. Vaffanculo

16. T’innamorerai
17. Bella stronza

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