Ligabue: in arrivo un album di “schegge sparse”?

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Note di viaggio

Da poche ore è stato pubblicato il nuovo singolo di Luciano Ligabue, dal titolo La ragazza dei tuoi sogni, ma oltre alla canzone in sé ci sono diversi particolari che hanno catturato la nostra attenzione, facendoci accampare qualche ipotesi su quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi.

Partiamo dal più evidente, ovvero dalla copertina che accompagna il lancio del nuovo brano, che trovate qui sotto.Notate qualcosa di particolare? Parafrasando La Settimana Enigmistica, “se non lo trovate… ve lo dico io!”

Infatti il lettering della scritta “LIGABUE” sulla copertina del nuovo singolo è una sorta di collage di quello di tre precedenti album di Luciano. Per la precisione, “LI” è preso da Arrivederci, mostro!
“GAB” è nella forma della cover art di Nome e cognome,
mentre “UE” è tratto dal secondo album di Luciano, ovvero Lambrusco coltelli rose & popcorn.

Questo collage (sullo stesso stile di quello che fecero i Litfiba con Sogno ribelle, raccolta del 1991) fatto con le grafiche di tre album del passato ci porta a pensare che il prossimo album del rocker di Correggio potrebbe essere una raccolta di pezzi (inediti o quasi) scritti nel corso di questi trent’anni di carriera ma che, per un motivo o per l’altro, non hanno mai visto la luce.

Un altro indizio è nel gruppo di lavoro del brano. I crediti de La ragazza dei tuoi sogni, infatti, riportano questo staff:
Eugenio Mori alla batteria, Antonio Righetti al basso, Niccolò Bossini alle chitarre elettriche, Luca Pernici alle tastiere, Fabrizio Simoncioni ai cori, Fabrizio Barbacci ai cori e alla produzione, insieme allo stesso Ligabue.

Esattamente lo stesso team che ha lavorato nel 2005 alla realizzazione di Nome e cognome (“casualmente” uno dei dischi da cui è stato preso il lettering per il nome sulla cover del singolo), il che induce a pensare che questo nuovo singolo sia un outtake dei brani presi inizialmente in considerazione per quell’album (al momento non ci è dato sapere se il testo è rimasto lo stesso oppure è stato cambiato).

Ad avvalorare ancor di più questa tesi c’è anche una dichiarazione di Luciano in un video rilasciato sui social il 21 maggio in cui annunciava il rinvio all’anno prossimo del concerto di Campovolo.
Queste le sue parole: «Mi sono ritrovato, con tutto questo tempo, a frugare nei cassetti e ho trovato delle canzoni che erano lì, alcune da anni. Sono canzoni su cui mi è piaciuto mettere le mani in questo periodo, con musicisti e produttori, ovviamente facendolo in maniera telematica e riscrivendo i testi per molte di loro. Insomma, anche lì spero di potervi fare la sorpresa che ho in testa prima della fine dell’anno».

Se, come diceva Agata Christie, «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova», restiamo in attesa di una eventuale conferma ufficiale con l’annuncio dell’uscita del “nuovo” album di Ligabue, presumibilmente per novembre o comunque a ridosso del periodo natalizio, per capire se possiamo considerarci dei degni eredi di Hercule Poirot.

Nel caso le nostre ipotesi dovessero trovare conferma si tratterebbe della seconda volta nella carriera di Luciano in cui viene pubblicato un album di canzoni “prese dal cassetto” oppure, come il Liga stesso le ha definite, di “schegge sparse”.

Era già successo, infatti, nel 1994 con A che ora è la fine del mondo?, nelle cui note di copertina lui stesso scriveva ben chiaro e in grassetto «questo non è il mio disco nuovo!», continuando poi con «I dischi nuovi sono fatti con pezzi nuovi. Queste sono invece canzoni che hanno (a parte un paio) mediamente sette-otto anni di vita. Hanno avuto percorsi diversi, qualcuna è stata modificata rispetto a come era nata, nessuna di queste (almeno nelle versioni che trovate qui sopra) era mai finita in un mio disco precedente. Ognuna di queste ha, però, un fatto curioso alle spalle (ognuna un fatto diverso) per cui mi dispiaceva che potesse non venire mai alla luce di una pubblicazione. Non so neanche se stavano bene insieme. Non so neanche se devono stare bene insieme. So che mi andava di metterle insieme.»

Ad oggi non sappiamo ancora se a novembre ci troveremo davanti ad un album di “schegge sparse” oppure no. Qualora dovesse accadere sarebbe bello, come nel caso di A che ora è la fine del mondo? avere qualche riga scritta da Luciano per ogni canzone, in cui racconta quando è nata la canzone e di quale disco avrebbe dovuto far parte, per “collocarla” meglio temporalmente e conoscere qualche aneddoto a riguardo.

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