Edoardo Bennato live in Arena: la bellezza del rock (racconto e scaletta)

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Edoardo Bennato

Ieri sera in un’Arena decisamente atipica, col palco al centro di una platea vuota, nessuna sedia sulle gradinate e pubblico distanziato sui gradoni dell’anfiteatro veronese, è andato in scena il concerto di Edoardo Bennato, all’interno del palinsesto del Festival della Bellezza.
E proprio “la bellezza del rock” è il titolo dello spettacolo speciale del cantautore napoletano, artista versatile ed eclettico, che ha trovato nell’Arena il palcoscenico naturale per far fondere la sua musica rock con la sinfonica e la lirica, generi che hanno sempre fatto parte della sua discografia.

E proprio in questo senso l’inizio del live è affidato al Quartetto Flegreo (I° Violino: Simona Sorrentino, II° Violino: Angela Cirillo, Viola: Luigi Tufano, Violoncello: Marco Pescosolido) che quindi non può che intonare Dotti, medici e sapienti, uno dei brani in cui appare più marcato che mai l’utilizzo che Bennato ha sempre fatto delle favole e dei suoi personaggi, da Pinocchio a Peter Pan fino al Pifferaio magico, ovvero creare un parallelismo tra i personaggi allegorici dei racconti e la realtà che tutti quanti viviamo.
La prima mezz’ora di concerto con il quartetto d’archi è una carrellata di successi, da L’isola che non c’è a Cantautore, passando per Fantasia e La fata.
Tocca poi al solo Edoardo fare da ponte tra le varie anime dello show con tre brani eseguiti nel suo classico stile “delle origini” fatto di chitarra, grancassa e fisarmonica (o kazoo) ed ecco quindi un medley formato da Abbi dubbi, Sono solo canzonette e Il gatto e la volpe.

È il momento di svelare anche l’altra faccia della bellezza del rock di Bennato, forse quella conosciuta ai più, e di iniziare a fare rock sul serio. Sale quindi sul palco la Be Band (Giuseppe Scarpato e Gennaro Porcelli a chitarre e cori, Raffaele Lopez alle tastiere, Arduino Lopez al basso e Roberto Perrone alla batteria), che attacca una versione tiratissima di Meno male che adesso non c’è Nerone, seguita da Bravi ragazzi e Mangiafuoco.
A esaltare le doti dei musicisti della band ci pensa soprattutto A Napoli 55 è ‘a musica, in una versione con una lunghissima coda musicale in cui le doti chitarristiche di Porcelli e Scarpato esplodono in tutta la loro potenza, con quest’ultimo che tributa anche un omaggio ai Pink Floyd, suonando parte dell’assolo di Another brick in the wall, part II.

Dopo questa parte rock ecco tornare sul palco il Quartetto Flegreo per introdurre l’altra anima di Bennato, quella della passione per la lirica, ed è quindi la volta di La calunnia è un venticello, in cui si prende spunto dalla celebre aria di Rossini per parlare di due situazioni in cui la calunnia ha segnato pesantemente la vita di personaggi dello spettacolo, ovvero Enzo Tortora e Mia Martini. Sale sul palco anche la soprano Maria Chiara Chizzoni, per intonare insieme ad Edoardo Tutti insieme lo denunciam e Troppo troppo, quest’ultimo brano tratto da È arrivato un bastimento, album del 1983 che racconta la storia del Pifferaio magico.
Dopo l’ultimo singolo, La realtà non può essere questa, scritto col fratello Eugenio, si fa un tuffo nel passato fino al 1973 prendendo come spunto per il salto proprio il fratello musicista, visto che le prime parole di Rinnegato recitano “Eugenio dice che io sono rinnegato / perché ho rotto tutti i ponti col passato / Guardare avanti, sì ma ad una condizione / che tieni sempre conto della tradizione”.

A sorpresa sale sul palco Morgan per lanciare una scatenata versione di Perché e per recitare la parte di Capitan Uncino nell’omonimo brano, che va a chiudere la prima parte dello spettacolo.
Tocca ora al solo Morgan prendersi la scena, con una versione piano e voce di Lo show finisce qua, che aveva già interpretato per l’album La fantastica storia del pifferaio magico del 2005.
Chiusura con Un giorno credi e una scatenata versione di In prigione, in prigione, ironico quanto spietato brano che prende spunto dalle vicissitudini di Pinocchio, derubato dei suoi averi e condannato seppur innocente, per dipingere la metafora di un sistema giudiziario corrotto che condanna chi osa sfuggire alla “normalità” o si ribella al potere. Alla fine però questo sistema perverso fa sì che anche chi gestisce questo potere può rischiare di essere giudicato, finendo anch’esso in prigione.

La bravura di Bennato è nel riuscire a fondere, grazie al suo talento e alla sua intelligenza artistica, tutte le sue diverse anime musicali passando da brani chitarra e voce a canzoni sinfoniche col quartetto d’archi o liriche con l’intervento di un soprano, fino al rock più tirato grazie alla sua superband di ottimi musicisti.
Non c’era quindi palcoscenico migliore del Festival della Bellezza e titolo più azzeccato de “La bellezza del rock” per uno spettacolo che ha davvero esplorato ogni sfaccettatura di questo genere musicale.

Il prossimo appuntamento, come annunciato anche dallo stesso Bennato dal palco, è per metà novembre, con la pubblicazione del nuovo album di inediti.

Ecco la scaletta del concerto:
1. Dotti, medici e sapienti
2. In fila per tre
3. L’isola che non c’è
4. Fantasia
5. La fata
6. Cantautore
7. Abbi dubbi
8. Sono solo canzonette
9. Il gatto e la volpe
10. Meno male che adesso non c’è Nerone
11. Bravi ragazzi
12. Mangiafuoco
13. Quando sarai grande
14. La verità
15. A Napoli 55 è ‘a musica
16. La calunnia è un venticello
17. Tutti insieme lo denunciam
18. Troppo troppo
19. La realtà non può essere questa
20. Rinnegato
21. Perché (con Morgan)
22. Le ragazze fanno grandi sogni
23. Il rock di Capitan Uncino (con Morgan)

24. Lo show finisce qua (con Morgan)
25. Un giorno credi
26. In prigione, in prigione

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