Diodato e Favino sono la coppia artistica dell’anno

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Non è certo un mistero che il 2020 non sia proprio uno degli anni più semplici che l’umanità si è trovata ad affrontare e tutti sappiamo che il comparto creativo e culturale – che tocca cinema, musica e teatro – ha subito forte, anche più di altri settori, la botta di arresto dovuta alla pandemia che ha stravolto ogni nostra abitudine.

Se però si parla di artisti che ricorderanno, anche per cose belle, questo 2020, ci sono due nomi, tutti italiani, che non possono non essere citati: si tratta del cantautore Diodato e dell’attore Pierfrancesco Favino.

Il primo ha iniziato l’anno trionfando a Sanremo con Fai rumore, si è aggiudicato il David di Donatello e il Nastro d’Argento con la sua Che vita meravigliosa, colonna sonora de La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek. E, sempre per la sua canzone che ha accompagnato il film del regista turco, ha vinto il Sountrack Stars Award speciale “Musica e cinema” (dedicato a Ennio Morricone) nel corso della 77esima edizione della Mostra d’arte cinematografica di Venezia. E’ stato inoltre il primo artista musicale ad esibirsi proprio quest’anno a Venezia, in apertura della serata di premiazione della mostra.

Pierfrancesco “Picchio” Favino non è da meno: suoi sono stati per quest’anno il David di Donatello come migliore attore protagonista per l’interpretazioni di Tommaso Buscetta ne Il Traditore (regia di Marco Bellocchio) nonchè il Nastro d’Argento e il Premio Flaiano per aver prestato il volto a Bettino Craxi in Hammamet (di Gianni Amelio). A Venezia ha invece vinto l’ambita Coppa Volpi per il ruolo interpretato in Padrenostro, ultimo film di Claudio Noce. Nel corso dell’anno inoltre, l’Academy Awards lo ha scelto tra i giurati italiani votanti per l’assegnazione dei premi Oscar.

Anno da ricordare quindi, per due artisti che hanno fatto l’en-plein di candidature e riconoscimenti e che – oltre ad essere legati da una profonda e sincera amicizia, come dimostrano le diverse foto condivise sui social che li ritraggono insieme – sembrano essere connessi da un filo rosso che li accomuna. E che forse è partito dal palco dell’Ariston nel 2018, anno in cui Diodato gareggiava al festival di Sanremo assieme a Roy Paci (con Adesso) e “Picchio” Favino ricopriva il ruolo di co-conduttore affiancando Claudio Baglioni e Michelle Hunziker.

Entrambi schivi, un tantino allegici alla mondanità, e con il tipico atteggiamento da antidivo. Ed entrambi con alle spalle anni di studio e gavetta. L’universo indie e di nicchia per uno e gli esordi a teatro per l’altro; più di un decennio tra tour musicali in provincia per Diodato e film d’autore mescolati a commedie romantiche e poco impegnative per Favino. Prima di arrivare, tutti e due, finalmente, al meritato successo.

Due favole moderne le loro che, in questo anno difficile, lasciano intravedere un barlume di speranza e di rinascita per l’arte che non vuole fermarsi, nonostante le difficoltà. E che sembrano lanciare un messaggio inusuale ma necessario: quello di non affrettarsi e di imparare ad aspettare e apprezzare anche la lentezza del corso degli eventi. Perchè il vero talento prima o poi arriva alla ribalta.

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