Non conosci Papicha

La via dela resistenza ai fondamentalismi? Essere Papicha, cioè hipster. Non è facile...

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Non conosci Papicha
di Mounia Meddour Gens
con Lyna Khoudri, Shirine Boutella, Amira Hilda Douaouda, Yasin Houicha, Zahra Doumandji

Gli angeli piangono se una donna non è modesta (cioè se non veste di nero col velo, se si trucca, se si profuma). E questo te lo spiegano commando di donne arrabbiate vestite di nero che irrompono nella tua vita a spiegarti come deve essere. I maschi sono più diretti: ti spiegano che se la donna non si adegua la faranno adeguare con la forza. L’esito finale è sparare su una sfilata di moda. Accadeva nell’Algeria degli anni Novanta dello scorso millennio quando avanzavano le fazioni fondamentaliste islamiche. Questo è un film di resistenza all’intolleranza, la storia di Nedjima, universitaria (e questo è già peccato) che si ostina a pensarsi stilista, al punto di preparare una sfilata di moda (peraltro tenuta in sede privata): per questo il soprannome è papicha, che in Algeria sta per “hipster”. Passa dalle incomprensioni femminili (rompe una tradizione di sottomissione), a quelle maschili (mette in crisi il modello “sposami e finirai di obbedire a tuo padre per obbedire a me»), a quelle politico religiose fino alla strage: la disobbedienza politica equivale alla dissacrazione. Il film (molto autobiografico) della documentarista Mounia Meddour Gens sconvolge nel momento in cui mostra che la resistenza all’intolleranza passa anche dal numero di perline che puoi mettere su un abito. Viene da Cannes, Un certain Regard, ha vinto 2 Cesars

 

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