Alps

Ti manca qualcuno? È pronto un sostituto. Chiedi alle Alpi

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Alps
di Yorgos Lanthimos
con Angeliki Papoulia, Ariane Labed, Aris Servetalis, Johnny Vekris, Efthymis Filippou

Un altro Lanthimos recuperato, questo è del 2011, nell’ordine viene dopo Dogtooth, e il titolo è tutto un programma: Alpi è il nome che si dà un gruppo in un palestra (un’infermiera, un paramedico, un allenatore, una ginnasta) perché le Alpi posso sostituire ma non essere sostituite da altre montagne. Si danno nomi di vette in codice e raccolgono dati su moribondi: che attore amano, che canzone, che cibo, che abitudini. E poi si propongono come sostituti. L’infermiera protagonista prende in una famiglia il ruolo di una giovane tennista moribonda. La surrealtà di Alps (al solito crudele, ma non efferato) è che questa sostituzione non è un esperimento “spiegato”: molto semplicemente “avviene” come in Dogtooth era dato per ovvio e normale che un padre sequestrasse i figli in una villa dando nomi nuovi e nuove funzioni (distorte) alle cose. Lo sperimentalismo algido di Lanthimos (in questa fase c’è già l’ironia, ma è sotto strati vetrificati di ghiaccio: alla ginnasta che vorrebbe sostituire Mick Jagger devono spiegare che non è ancora morto…) si spinge fino a rendere normale l’assurdo, e poi lasciarti costernato perché crolla. Scritto con lo sceneggiatore Efthymis Filippou, Osella d’Oro a Venezia 68. Il passaggio successivo sarà The Lobster

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