Barbaro dell’agenzia OTR: «La musica live si può fare, non c’è bisogno di essere né santi né eroi»

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Agenzia OTR

Ormai lo abbiamo già scritto parecchie volte, ma è un argomento così importante che certamente nemmeno questa sarà l’ultima volta di cui ce ne occupiamo: la musica live in tempi di Covid. Tanti ne hanno discusso, qualcuno si è mosso e ha fatto quel che ha potuto. E in certi casi non è stato nemmeno poco. Per esempio nel caso dell’Agenzia OTR fondata da Francesco Barbaro, quella che si è mossa di più e meglio, pur dovendo scontare le tante restrizioni organizzative, burocratiche e le norme per la salvaguardia della salute di noi tutti.

Dice Barbaro: «Abbiamo prodotto 118 concerti, coinvolgendo 14 artisti e 56 musicisti, 83 tra tecnici e crew e circa 4000 persone in tutte le produzioni locali attivate sul posto per ogni evento».

Tra gli artisti coinvolto, ci sono alcuni dei più grandi nomi della musica italiana, da Max Gazzè, pioniere di questa avventura, a Diodato, Daniele Silvestri Alex Britti, e ancora Marina Rei, Ghemon, Irene Grandi, Colapesce e Dimartino e altri. Si è trattato di veri e propri concerti e tour che hanno rimesso in moto parte della filiera della musica, con numeri importanti: «Abbiamo occupato 1273 camere d’hotel e consumato oltre 7000 pasti, preso 165 treni e 136 aerei, abbiamo noleggiato 42 mezzi su ruote e percorso oltre 200.000 km, per un totale di oltre 230 ore di musica dal vivo”.

Barbaro, giustamente, ci tiene a sottolineare che «La produzione di un concerto mette in moto una macchina organizzativa complessa che comprende – oltre agli artisti – musicisti, tecnici, autisti, local promoter, service, fotografi, uffici stampa, agenzie di comunicazione, personale impiegato sul posto, alberghi, ristoranti, agenzie che si occupano di noleggiare auto e mezzi per gli spostamenti».

E aggiunge: «Siamo stati i primi a dichiarare che in estate non ci saremmo fermati. Lo abbiamo fatto insieme agli artisti del nostro roster che rispetto alle regole imposte potevano essere in tour». Questo nonostante tutte le oggettive difficoltà: «Abbiamo rinunciato alle imponenti scenografie, a tutto quello che fa da contorno a uno spettacolo, riportando al centro la musica, era l’estate giusta per farlo perché nessun effetto speciale sarebbe stato più potente dell’emozione di tornare a fare musica dal vivo».

Tutto nella convinzione che era necessario ritornare al lavoro, anche senza troppi orpelli. «Né santi né eroi, solo persone che sono tornate a fare un lavoro che amano, con la passione e la professionalità che li contraddistingue. Nessun evento patinato, nessuna retorica stantia, solo la musica, il lavoro che abbiamo scelto e per il quale anche quest’anno abbiamo deciso di impegnarci, contro ogni previsione e contro ogni aspettativa».

Per il futuro, Barbaro esprime ottimismo: «Ci siamo scoperti comunità e ci siamo fatti trovare preparati rispetto alle regole. Dopo questa esperienza ci sentiamo pronti ad affrontare il futuro, qualsiasi forma abbia. Quello della musica dal vivo, come settore, merita rispetto e fiducia, ce la siamo guadagnata “sul palco”».

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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