“A piedi nudi” è l’album d’esordio di Costanza: «Scrivere è un modo per imparare a conoscersi meglio»

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Costanza

Esce oggi A piedi nudi, il disco d’esordio della 22enne livornese Costanza, recentemente finalista a Musicultura. Il disco è stato anticipato da tre singoli: 100 maglioni, Giro intorno a me e Luna park. Hanno curato la produzione Paolo Dossena e Domenico Sisto per Compagnia Nuove Indye. Fra i collaboratori segnaliamo invece Danilo Cherni, già al fianco in passato di Antonello Venditti, e Vito Ranucci, compositore di importanti colonne sonore. L’album esce in tutti gli store digitali, ma anche nei negozi di dischi in formato cd e vinile. Costanza (il cognome è Motroni) fa musica da quando aveva 14 anni. L’abbiamo intervistata per farci raccontare questo suo primo lavoro e parlare del suo passato e del suo futuro.

Ascoltando il tuo disco si ha l’impressione di ascoltare non delle semplici canzoni ma dei frammenti di te. È una sensazione corretta?
Direi di si; i miei pezzi sono stati scritti in momenti diversi tra loro e sono nati grazie a varie riflessioni e stati d’animo molto diversi l’uno dall’altro anche se sono tutti parte di me. Mi ritengo una persona riflessiva e curiosa; scrivere è anche un modo per imparare a conoscersi meglio.

Ci racconti la genesi di questo lavoro?
Questo disco è nato tra le quattro mura della mia cameretta e sui tasti del pianoforte. Molto spesso mi sono lasciata guidare da ciò che provavo in determinati giorni e così facendo sono finita su sentieri inesplorati. La voglia e la necessità di parlare, l’imbarazzo di non sapersi esprimere apertamente agli altri, mi hanno indotto a scrivere senza pudore i miei pensieri per tradurli poi in musica. Dopo di che le mie canzoni, registrate da sola in casa, solo un piano e solo una voce, sono state arrangiate e vestite adeguatamente grazie all’aiuto di miei collaboratori.

Che ruolo ha avuto Danilo Cherni nella realizzazione del disco?
Danilo è un musicista che conoscevo molto poco se non per la sua vicinanza ad un grande cantautore come Antonello Venditti, poi grazie al fatto di poterci oggi incontrare con facilità sul web ci siamo frequentati ed apprezzati musicalmente e la collaborazione con Danilo è stata per me molto importante.

Quest’anno sei stata finalista ad un festival importante come Musicultura. Cos’ha rappresentato per te quel momento?
Poter essere presente tra i finalisti di Musicultura è stata per me una grandissima soddisfazione; mi ha fatto capire come le mie canzoni possano arrivare a rappresentare qualcosa di speciale anche per chi le ascolta e non soltanto per me, e penso sinceramente che non ci sia cosa più bella. Grazie a questo festival ho anche potuto conoscere altri artisti bravissimi con i quali confrontarmi e dai quali imparare qualcosa di nuovo che mi ha permesso senz’altro di crescere un po’ dal punto di vista artistico.

Quando ti sei avvicinata alla musica, com’è nato il tuo amore per le sette note?
La musica è sempre stata parte della mia vita, anche quando ero bambina non potevo fare a meno di cantare. Per portare avanti questa mia passione cominciai a prendere lezioni di canto e dopo qualche anno anche lezioni per imparare a suonare vari strumenti. Tutto questo perché sentivo l’esigenza di mettere in musica le parole dei miei pensieri.

Chi sono, se ne hai, i tuoi riferimenti in campo musicale?
Ascolto molta musica e molti artisti diversi tra loro, italiani e stranieri. Quando scrivo e metto in musica le mie canzoni non faccio riferimento a nessuno in particolare, ma sono sicura che inconsciamente qualcosa mi influenzi. Nelle mie cuffiette non mancano mai pezzi di Battisti, Levante, Elisa, De Andrè, Aurora, Mahmood, Billie Marten, Lorde, Lana del Rey, ma anche molti molti altri.

In un ipotetico futuro; talent show, Festival di Sanremo o nessuno dei due?
Sicuramente non mi precludo la possibilità di partecipare ad uno o all’altro in futuro, in quanto sono dell’idea che possano, nonostante tutto, dare un’ampia visibilità. Ci sono poi alcuni, tra i molti artisti che stimo, che per farsi conoscere al pubblico sono passati per una delle due vie le quali hanno consentito loro di fare di una “passione” la loro professione.

Porterai questo tuo primo disco anche in una dimensione live?
Sì, il primo live nel quale presenterò il mio disco A piedi nudi si terrà nel locale Le Mura a Roma il giorno 7 Ottobre 2020. Sono molto emozionata di poterlo far ascoltare in giro e spero di poter annunciare presto nuove date.

Ci sono nuove canzoni nel tuo cassetto che aspettano di essere incise?
Scrivo molto e nel cassetto ho sicuramente ancora tanti pensieri da mettere in musica; alcuni hanno già preso una prima forma ed altri invece sono lì che mi aspettano.

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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