Roubaix- Una luce nell’ombra

Un commissario indaga un delitto, una città e se stesso. Alla Desplechine

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Roubaix Una luce nell’ombra
di Arnaud Desplechin
con Roschdy Zem, Léa Seydoux, Sara Forestier, Antoine Reinartz, Chloé Simoneau

Questa volta la sensibilità di Desplechin si applica a un poliziesco. Non che ne fosse lontano, ma questa è proprio la storia (vera) di un’indagine, ispirata a un documentario sulla morte di una vecchia signora. Indagate due giovani donne, in simbiosi disastrosa, forse solo compagne di sventura, forse solo assassine per disperazione, ma loro sono solo le mani che hanno eseguito l’omicidio: il mandante è il mondo, la vita, la notte, Roubaix, cittadina che torna nel cinema di Desplechin, che fedele al suo mandato di indagatore dell’esistente e dell’inconscio si incarna in un commissario a cui, prima della prova dell’omicidio, sta a cuore la comprensione del cuore umano e in quanti e quali modi riesca a sbagliare strada. Il delitto su cui il poliziotto Roschdy Zem indaga è collettivo, esce da una rete di errori a cui tutti portano un pezzo di smarrimento: non è, attenzione, la teoria del siamo-tutti-colpevoli, bensì un’indagine poliziesca su quanto la colpevolezza ci riguardi, e intanto è anche l’analisi psichica e sociale della Francia oggi attraverso tante piccole squallide storie, del carattere degli indagati e dell’indagatore che, come in ogni buon giallo da Edipo in poi, indaga anche su di sé per capire di più. Insomma l’indagine è la vita.

 

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