Graziano Romani: «Vi racconto il mio omaggio ad Augusto Daolio»

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È uscito lo scorso mese “Augusto, omaggio alla voce dei Nomadi”, il ventiquattresimo album (tra band e carriera solista) di Graziano Romani. Un disco dedicato interamente ad Augusto Daolio, scomparso proprio il 7 ottobre di 28 anni fa.

Ho sempre considerato la canzone “Augusto cantaci di noi” uno dei brani più sinceri nei confronti di Augusto Daolio. Qual era il tuo rapporto con lui e la sua musica.
“Augusto cantaci di noi” è stata scritta a metà degli anni novanta, l’ho scritta un po’ nell’onda lunga del mio primo disco solista in italiano che uscì tra il 93 e 94. Il mio omaggio ad Augusto ha radici perciò più profonde e in qualche modo ho voluto coronarlo con un’opera come questa che alla fine è molto di più che la somma di tante canzoni sparse. Fin da ragazzino adoravo sentire queste canzoni, erano un punto di riferimento e uno stimolo a volere diventare io stesso un musicista e un cantautore.

Per un cantante “abituato” a cantare in inglese, com’è l’approccio con l’italiano?
Ho sempre trovato naturale il fatto di esprimermi anche con l’inglese. Poi l’inglese mi ha aiutato a formare questo atteggiamento vocale tipico del rock e del soul e quando mi sono ritrovato ad avere la voglia e l’esigenza di avere una carriera solistica in italiano l’ho fatto con questa vocalità perchè l’efficacia del cantare un’emozione viene anche da un certo modo di vocalizzare.

È nota la tua passione per i fumetti. Passione che si lega a questo disco con una canzone in particolare, “Gordon”.
“Gordon” segue a ruota i quattro album solisti dedicati a grandi personaggi del fumetto italiano: Zagor, Tex, Mister No, Diabolik. “Gordon” è dedicato a Flash Gordon, uno dei grandi personaggi della storia del fumetto delle origini. Mi è piaciuto metterlo in questa sequenza di omaggi, ma soprattutto mi è piaciuto poter estrapolare dei brani da quel disco (Gordon appunto) che forse è il più prog del repertorio dei Nomadi e a distanza di 45 anni non risente dell’età.
Da quel disco c’è anche la canzone “Ritornerei”.

È interessante il fatto che nel disco non trovano spazio vere e proprie cover, quando piuttosto brani riarrangiati.
Sono brani ri-immaginati, tutti secondo la mia visione, con l’intento, senza peccare di presunzione, di farli diventare anche un po’ miei. L’approccio che ho voluto tenere è rispettoso e umile, il mio intento era quello di far venire fuori l’Artista che era Augusto, un artista a 360 gradi: non solo una voce, ma un filosofo, un poeta, un illustratore. Non a caso nel ritornello di “Augusto cantaci di noi” dico “Disegnaci itenerari di anima”.

A proposito di Via Emilia, c’è un grandissimo album intitolato “Tra la via Emilia e il west”, beh ascoltando alcune canzoni, ho pensato che questo potesse chiamarsi “Tra la via Emilia e il Jersey Shore”.
(ride) È vero, ma se ci pensi “Augusto cantaci di noi” inizia con: “Dalla piazza di Novellara fin dove arriverà la strada / Se chiudi gli occhi è quasi America”. Perché non possiamo negare che esiste un filo che lega l’Emilia con l’America. E non è casuale che anche Augusto abbia interpretato in italiano grandi nomi della musica d’oltreoceano.
Questo disco è un omaggio ad Augusto ma anche un omaggio a questo modo di amare certe canzoni internazionali che venivano riproposte per gli italiani. In questa maniera ho potuto interpretare “Ti voglio”, che è “I want you” di Bob Dylan oppure “Sixty Years” di Elton John, che è “Ala bianca”, una ballad composta da questi arpeggi di pianoforte che noi abbiamo fatto con chitarre acustiche ed elettriche arpeggiate, un atteggiamento molto più blues, molto più folk e forse anche prog.

C’è una canzone che non hai potuto fare ma che avresti desiderato fare?
Qualcosa è rimasto escluso, per esempio il brano “Il Paese” che però abbiamo inserito come regalo per chi effettuava il preorder digitale. Non ho mai neanche lontanamente pensato di fare brani come “Dio è morto” o “Io vagabondo”, perché ho voluto scegliere cose anche più oscure. Sentendo il disco mi rendo conto che non cambiarei una virgola, mi piace proprio tutto quello che è stato realizzato.

Hai avuto dei feedback da Beppe Carletti o Rosanna Fantuzzi (la compagna di Augusto)?
Rosanna era assolutamente entusiasta e le ha fatto molto piacere. Beppe mi ha dato un benestare, mi ha detto: «Procedi Romani, procedi!»,
Spero che abbiano gradito. Per me è un grande onore.

Appuntamenti futuri?
Ho iniziato a proporre il disco, nei limiti del possibile con le regole di adesso. Stiamo facendo dei concerti in duo acustico insieme a Max Marmiroli, mentre dai primi di novembre torneremo a fare delle date full band: faremo diversi altri teatri o club dove è possibile applicare le regole del distanziamento sociale, cercando di raggiungere più persone possibili, nei luoghi dove so che c’è un pubblico delicato e attento per raggiungere quel grado di emozione di intimità.

TRACKLIST
1. Augusto cantaci di noi (4:32)
2. Tutto a posto (4:10)
3. Un giorno insieme (3:43)
4. L’auto corre lontano (ma io corro da te) (3:48)
5. Ala bianca (4:12)
6. Canzone per un’amica (3:56)
7. Non credevi (3:16)
8. Ritornerei (3:13)
9. Mercanti e servi (4:29)
10. Per fare un uomo (3:40)
11. Gordon (3:46)
12. Ti voglio (3:30)
13. Mille e una sera (4:50)
14. Augusto cantaci di noi (Reprise) (2:13)

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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