Evasione fiscale, la Cassazione respinge i ricorsi di Tiziano Ferro: «Un personaggio famoso deve avere più etica»

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Tiziano Ferro

Con tre sentenze gemelle (n. 21694/2020, n. 21695 e n. 21696) più una incentrata sulla questione del cosiddetto “scudo fiscale” (n. 21697) la Corte di Cassazione ha rigettato la quasi totalità dei ricorsi presentati da Tiziano Ferro riguardante omesse dichiarazioni Iva, Irpef e Irap.

L’Agenzia delle Entrate di Latina, infatti, aveva contestato al cantautore il fatto che «il formale trasferimento della residenza nel Regno Unito, operato nel corso del 2006 dal contribuente, fosse in realtà fittizio, sicché il medesimo era soggetto all’imposizione fiscale italiana.»

Ora c’è la sentenza definitiva in ambito civile, che arriva dopo quella penale del 2017 in cui Ferro era stato assolto con formula piena perché “il fatto non sussiste”. L’avvocato Giulia Bongiorno, che all’epoca difese il musicista, riuscì a dimostrare che il trasferimento della residenza non era fittizio bensì reale, producendo come prove una corposa documentazione, tra cui i pagamenti della palestra frequentata a Manchester e il certificato elettorale. Dopo l’assoluzione per la parte penale, quindi, oggi è arrivato il verdetto della Corte Suprema riguardo l’aspetto delle sanzioni tributarie.

Tra le varie motivazioni gli ermellini, per rispondere ad uno dei punti del ricorso che contestava la misura della sanzione, hanno affermato che l’importo era stato stabilito anche in base alla posizione del cantante: “La concreta determinazione del quantum delle sanzioni, ha preso in esplicita considerazione una pluralità di elementi specifici (la natura dolosa del comportamento, ampiamente delineata nella motivazione dell’avviso; l’assenza di condotte intese ad eliminare gli effetti della condotta evasiva; l’elevato livello economico e culturale del contribuente «personaggio famoso nel mondo della musica», pertanto in possesso degli «strumenti necessari per valutare la giustezza di un determinato comportamento», il quale, «essendo la sua condotta “pubblica”, ha, rispetto ad altri contribuenti, maggiormente l’onere di una condotta etica»), in alcun modo contrastati.”

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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