Apnea è l’EP d’esordio di Bais: «Più la musica è libera e indefinita e più mi piace»

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Bais

Apnea esce oggi ed è l’EP di debutto di Bais (al secolo Luca Zambelli Bais). Nato a Bassano del Grappa, Bais si è da tempo trasferito a Milano, dove vive e produce musica. Non è forse un caso che proprio Milano sia il titolo del suo primo singolo, uscito giusto un anno fa. Successivamente ha pubblicato altre tre singoli ed il suo nome ha iniziato a girare con sempre più insistenza. Bais è un cantautore atipico, difficile da “etichettare”. Il suo è un pop elegante ed allo stesso tempo surreale, a suo modo unico.

Questa la tracklist dell’EP:
1 Vudù
2 Mina
3 Alghe (ft. Tatum Rush)
4 In Limousine
5 Dove si va (a finire)

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Abbiamo intervistato Bais per farci raccontare il suo lavoro e parlare del suo percorso musicale.

Perché hai deciso di intitolare il tuo primo EP Apnea, visto che fra l’altro nessuna canzone ha questo titolo?
Il titolo mi è venuto alla fine di tutto, volevo ascoltare il disco finito prima di dargli un nome. Non volevo chiamarlo come una delle 5 canzoni perché non sarebbe stato giusto dare più importanza ad un singolo pezzo. Non so bene il perché, ma quando è arrivato questo nome mi sembrava che racchiudesse tutto il necessario in una parola molto semplice e universale. Apnea per me è un’immersione dentro di sé, un viaggio. Poi ho pensato che fosse un concetto molto attuale quest’anno in cui di viaggi all’estero se ne possono fare pochi, ma dentro di noi possiamo farne quanti ne vogliamo.

Come definiresti il tuo pop?
Non lo so davvero, non mi è mai interessato definire la musica che faccio. Più è indefinita e libera più mi piace. Mi piacerebbe che si ascoltassero le mie canzoni senza bisogno di capire in che ‘genere’ rientrano, deragliando dai binari che abbiamo nelle orecchie.

Rispetto ai tuoi singoli precedenti, in questo nuovo EP c’è un’evoluzione nella tua musica? Direi di sì, sento che sono maturato sia nella scrittura che nella mia consapevolezza artistica. Non rinnego nulla dei singoli precedenti, sia chiaro, però se non ci fosse stata un’evoluzione ed un miglioramento non l’avrei fatto uscire questo EP. Sono contento perché questo EP racchiude e fonde il mio amore per un certo tipo di sound (forse più esterofilo) ed il cantautorato italiano dei grandi come Battisti, Dalla, ecc…

Bais

Quando hai iniziato a fare musica, ci racconti in breve il percorso che ti ha portato ad Apnea?
Ho iniziato a suonare la chitarra intorno ai 16 anni. Ho suonato con un po’ di amici per un po’ di anni e poi è nato il progetto “Zebra”, un trio dove io cantavo e suonavo la chitarra. Abbiamo pubblicato due EP e suonato parecchio in giro. Ho imparato tanto da loro, sia musicalmente, sia a livello umano. Dopo 4 anni ho sentito il bisogno di scrivere qualcosa per conto mio in italiano, cosa che per tanti anni mi aveva sempre fatto paura. E così è nato il mio progetto solista e pian piano siamo arrivati ad Apnea.

Bais e il palco: voglia di live?
Tantissima. Tanta che pagherei di tasca mia per suonare in un palco davanti ad un pubblico. Per ora non si sa come muoversi e di conseguenza non ha senso parlare di tour, vedremo come si evolverà questa situazione e speriamo se ne esca presto.

Per registrare questo EP hai svuotato il cassetto o ci sono altre canzoni pronte per essere incise?
Ho pescato dal cassetto queste 5 canzoni, ma ce ne sono rimaste dentro un bel po’ che non vedo l’ora di produrre e registrare. Chissà magari inizierò a lavorarci già nel breve periodo, dato che per i live bisognerà avere ancora pazienza.

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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